Pd, la “vecchia guardia” tentata dalla via giudiziaria

Fida e Laruffa lamentano mancate risposte al ricorso per l'annullamento del congresso cittadino presentato alle commissioni di garanzia. Paventato il ricorso alla magistratura ordinaria

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L'ex sindaco Giovanni Laruffa e Renato Fida

ll ricorso alla commissione di garanzia nazionale e a quello regionale e provinciale per i congressi con l’avallo di 65 tesserati 2021, come originariamente promesso in sede d’assise cittadina, il mancato segretario di circolo Renato Fida lo ha promosso da quasi un mese benché dagli organi di garanzia del partito latitino le risposte.

Fida e l’ex sindaco Laruffa, voci comprimarie della c.d. “vecchia guardia”, convocando un’apposita conferenza stampa hanno infatti lamentato le pastoie in cui è impantanata l’istanza prodotta ripercorrendo, regolamento in mano, tutte le criticità sollevate in sede assembleare.

«È evidente che si è trattato di un congresso-farsa nel quale non sono state minimamente rispettate le regole dello statuto – ha attaccato Fida, capofila dell’ala oltranzista del partito cittadino – ed è chiaro che si tratta di una ben precisa volontà politica che ricade interamente sul segretario regionale Nicola Irto» collegata «alla mancata riorganizzazione del partito nella Piana» figlia «della politica del dividere e delle fazioni» lamentando altresì candidati imposti dall’alto per una «rigenerazione che non si fa escludendo ma includendo».

Policaro, Giancotta e Sebi Romeo i convitati di pietra di uno showdown che certamente contribuirà a infiammare le vicende politiche del nuovo corso del Pd polistenese a guida (già contestata sul nascere) Policaro – la cui scelta di rottura col proprio passato politico è risultata indigesta anche alla storica dirigenza democratica – ritenuto “la scelta sbagliata” proprio per i suoi trascorsi di amministratore comunista al fianco dell’avversario di sempre, Michele Tripodi, e con sullo sfondo la prosecuzione della battaglia legale, se dovesse essere necessario, ricorrendo finanche alla magistratura ordinaria.

Dal canto suo, Giovanni Laruffa ha spiegato che, a distanza di quasi un mese, ancora nessuna risposta è pervenuta dagli organi aditi benché il regolamento parli, in questi casi, di “termine perentorio nella risposta”. «Ed è chiaro che questo crea imbarazzo, perché l’elezione di un segretario deve essere garantita» ha riflettuto, dichiarandosi personalmente contrario alla via giudiziale epperò sottolineando, in più passaggi, «le evidenti illegittimità ed incongruenze compiute per l’elezione del segretario di circolo» che prospettano «problemi di sostanza e non di forma, perché il congresso cittadino si è svolto in palese contrasto con il regolamento quadro nazionale e pertanto è da ritenersi invalido» in quanto, ha poi aggiunto, «a Polistena si è voluto perseguire unicamente un solo obiettivo (l’elezione di Policaro, ndr)».

La vecchia guardia dunque non intende mollare la presa e, giusto in chiusura, Fida, sollecitato sul fatto che le mancate risposte possano essere dovute ad una prospettiva di archiviazione del ricorso in sede di dirigenza regionale ha incalzato sulla opportunità di affidarsi, a quel punto senza esitazioni, alla magistratura ordinaria, «anche se, ad oggi, non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione in questo senso».

I due esponenti, su specifica domanda, hanno altresì chiarito che avrebbero contestato il regolamento regionale anche nel caso di elezione dello stesso Fida, probabilmente declinandola, per rimettere leadership regionale del partito e segretariato cittadino nuovamente in discussione in favore di chiarezza e certezza delle regole «la cui carenza è evidente».