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Palmi, personale medico carente: a rischio il centro iperbarico

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Palmi, personale medico carente: a rischio il centro iperbarico
Centro iperbarico Palmi

Un centro d’eccellenza che funziona da 32 anni, decine di accessi al giorno per cure di ogni genere, 8 infermieri a lavoro pronti ad ogni tipo di assistenza, e appena 2 medici a garantire tutti i turni di reperibilità.

È la triste foto scattata al centro iperbarico “Galeazzi” di Palmi, eccellenza della sanità calabrese che dopo 32 anni di attività rischia di vedere la chiusura, per via di una situazione di emergenza venutasi a creare nel giro di una manciata di mesi.

A settembre dello scorso anno è andato in pensione il primario, il dottor Carmelo Catanzariti; due mesi più tardi un altro medico, Achram Zoura, ha lasciato il centro, sempre a seguito del pensionamento, e dal primo maggio anche il dottore che da settembre era diventato responsabile della struttura, Elio Pitrolo, è andato in pensione.

A mandare avanti la struttura sono rimasti due medici, il dottor Pietro Oppedisano e la dottoressa Carmela Gentile; da dieci giorni circa, però, quest’ultima è assente per una malattia sul posto di lavoro, e a reggere la struttura è rimasto solamente il dottore Oppedisano. Un lavoro h 24 il suo, con turni massacranti in ospedale e la reperibilità anche notturna.

Ma l’unico modo per tenere in vita il centro “Galeazzi” di Palmi, è questo.

L’unico almeno fino a quando la dottoressa Gentile non sarà rientrata a lavoro dall’infortunio, e soprattutto fino a quando l’Azienda Sanitaria Provinciale non avrà provveduto ad aprire la procedura concorsuale autorizzata con Decreto del Commissario ad Acta attraverso la proposta numero 53 del 13 febbraio del 2018, che assegna alla struttura di Palmi una unità da destinare al centro iperbarico.

Un’assunzione che permetterebbe una gestione più serena sia della routine che delle emergenze, ma che comunque non basta a garantire la sopravvivenza futura della struttura; il personale rimasto in servizio, infatti, nel giro di massimo tre anni andrà in pensione, e se l’Azienda Sanitaria non provvederà ad assumerne di nuovo , che comunque andrà formato per poter esercitare con professionalità il lavoro in camera iperbarica, la via chiusura del centro sembra essere l’unica soluzione.

Un centro sfortunato quello di Palmi, che già lo scorso anno ha vissuto il declassamento da struttura complessa a struttura di alta professionalità, deciso da un atto dell’Asp che ha messo a rischio il funzionamento  della struttura palmese, indicata da molti centri d’eccellenza italiani quale sede consigliata per le cure post operatorie.

Il Centro ospita al proprio interno l’ambulatorio per la cura delle ferite difficili, una struttura per il trattamento di ulcere con difficoltà di cicatrizzazione o che non guariscono con trattamenti tradizionali; oltre a trattare le gravi malattie da decompressione dei subacquei certifica la tolleranza all’ambiente iperbarico per sportivi e professionisti.

A Palmi giungono da tutta la regione, e non solo, per curare le patologie ufficialmente riconosciute come curabili con terapie basate sull’ossigeno terapia iperbarica: intossicazione da monossido di carbonio, incidente da decompressione, embolia gassosa arteriosa, infezione acuta e cronica dei tessuti molli a varia eziologia, gangrena gassosa da clostridi, gangrena e ulcere cutanee nel paziente diabetico, lesioni da schiacciamento e sindrome compartimentale, ischemia traumatica acuta, osteomielite cronica refrattaria, innesti cutanei e lembi a rischio, ulcere cutanee da insufficienza arteriosa, venosa e post- traumatica, lesioni tissutali post-attiniche, ipoacusia improvvisa, necrosi ossea asettica, retinopatia pigmentosa, sindrome di Ménière, sindrome algodistrofica, paradontopatia.

Un’eccellenza reale, che rischia la chiusura definitiva.