Palmi, nella prima assemblea Pd scoppia la pace tra il segretario ed i “dissidenti”

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Mimmo Solano

PALMI – La prima assemblea generale del Pd palmese è stata l’occasione per tornare a discutere di politica nazionale, ma è stata anche la sede delle «scuse» rivolte al segretario Mimmo Solano, da parte di alcuni dei “dissidenti”.

I lavori sono stati avviati da una relazione del segretario Mimmo Solano che in riferimento alle questioni nazionali ha affermato: «non è questo il Governo che avremmo voluto per il nostro Paese ma in questa fase, stante l’irresponsabile atteggiamento dei grillini, questo era l’unico governo possibili per affrontare le emergenze finanziarie, sociali e politiche che abbiamo di fronte».

La discussione si è quindi spostata sui temi più locali ed è stata affrontata la questione inerente proprio il circolo palmese dei democrat. «Dopo 3 anni di commissariamento del circolo – ha detto ancora Solano – è inconcepibile attardarsi su questioni interne e contrapposizioni incomprensibili. Basta col fuoco amico, dobbiamo concentrare tutte le nostre energie ed il nostro impegno per affrontare i problemi e non per discutere di noi stessi».

Quindi il segretario ha comunicato la composizione del nuovo gruppo dirigente  indicando Andrea Riso, Mimma Di Certo, Antonino Managò, Annunziata Raccosta ed un rappresentante che verrà designato dai Giovani Democratici, precisando che il gruppo potrà essere «opportunamente integrato ed irrobustito in rapporto alle auspicate nuove adesioni  ed alla volontà di impegno in prima persona da parte di quanti preferiscono “aspettare” prima di assumere responsabilità direttive».

Infine, in rapporto alla programmazione di attività del circolo il segretario ha proposto l’organizzazione di un’assemblea cittadina, da realizzarsi in tempi brevi, per discutere con la gente e per  tracciare un bilancio di questo primo anno dall’insediamento della nuova amministrazione comunale. È stato quindi il turno degli iscritti che hanno preso la parola dopo il segretario. Domenico Agresta ha espresso «apprezzamento per  l’ampia partecipazione alla prima assemblea del circolo che si svolge senza  “tutela” esterna; non mi piace parlar male di Bersani persona che ha dato prova di affidabilità e coerenza; bisogna impegnarsi per rendere osmotico il rapporto tra le generazioni e non alla loro divisione».

Hanno fatto seguito gli interventi dei cinque “dissidenti”, Dario Galletta, Alessandro Vincenzi, Giuseppe Ranuccio, Alfredo Pepe e Francesco Braganò.

Questo quanto da loro detto e riportato nella nota del segretario. « Bersani ha fatto troppi errori – ha detto Alessandro Vincenzi –  OccupyPD è un movimento di protesta partito da Palmi; La mia  segreteria non si è concretizzata per  il veto su un componente il direttivo; chiedo scusa per non aver partecipato ai lavori del congresso».

Ha aggiunto Alfredo Pepe: «Pentito di aver votato Bersani alle primarie; Il congresso non doveva per forza essere plebiscitario si potevano benissimo contrapporre linee diverse. OccupyPD aveva valenza nazionale ed è stata una forzatura giornalistica a darne un significato localistico. Perché con Vincenzi segretario si pretendeva la contestuale nomina del direttivo mentre con l’elezione di Solano si è potuto fare diversamente?».

Quindi è stata la volta di Francesco Braganò che ha detto: «Auguri al nuovo segretario! Mi rendo disponibile ad operare nell’attività politica concreta;  andrebbero analizzate meglio tante cose compresa la fine dell’ultima segreteria ed il commissariamento del circolo; prendo atto con dispiacere che il nostro attuale leader nazionale è Berlusconi».

Dario Galletta ha invece detto: «Con Solano c’è amicizia e stima reciproca e certi eccessi di contrapposizione sono il frutto di forzature giornalistiche;  convengo che il fatto di non aver partecipato al congresso sia stato un errore. Le questioni interne al circolo sono nate anche per responsabilità del segretario provinciale».

Infine il consigliere comunale Giuseppe Ranuccio ha così concluso: «I più sentiti auguri alla nuova dirigenza;  il congresso è passato ed il segretario eletto è anche il mio segretario e sarò a difenderlo con lealtà e senza riserve. Mi sembra opportuno che si chiarisca perché nel caso della segreteria Vincenzi  la composizione del direttivo avrebbe dovuto essere contestuale alla sua elezione mentre con la segreteria Solano si è preferito posporla alla prima assemblea».

Nelle conclusioni il segretario ha preso atto di un ritrovato spirito costruttivo in seno al circolo che pur nelle legittime differenziazioni è tutto convergente nel sostenere una linea volta a privilegiare l’iniziativa politica esterna  ed a sostenere ogni sforzo per dare vitalità e dinamismo al circolo.