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Polistena, Pisano abbraccia Policaro e punge il PD: “Noi non chiediamo certificati di appartenenza”

Il capogruppo di PF benedice la scelta del segretario dem. Su lista e alleanze, fissati i paletti

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Il capogruppo di Polistena Futura Francesco Pisano

Anche se potrebbe apparire prematuro, si va delineando (ed anche con una certa comprensibile vivacità) il quadro politico che, in avvicinamento alla tornata elettorale amministrativa del 2027, offrirà ai polistenesi la possibilità di aprire a più opzioni la scelta per la governance della città che da tre mandati continuativi – seppur non strettamente consecutivi – vede radicata alla guida Michele Tripodi.

La recente presa di posizione del segretario del locale Partito Democratico Marco Policaro di dettare al linea e schierarsi apertamente con Polistena Futura appoggiando, senza indugi, la candidatura a sindaco del consigliere capogruppo Francesco Pisano, invitando iscritti e simpatizzanti a fare altrettanto ha prodotto non poche fibrillazioni in casa dem tanto da far propendere l’ex sindaco – tirato per la collottola da più fronti – per una remissione del mandato nelle mani dell’establishment provinciale che, a quanto sembra, starebbe prendendo prudentemente tempo prima di vaticinare per non squassare i già delicati equilibri interni di un circolo (e non è una novità) peraltro fortemente correntizio.

Ebbene, la mano tesa da Policaro è stata altrettanto ufficialmente stretta da Francesco Pisano che, attraverso una propria nota, ha voluto benedire la valutazione proposta dal segretario piddino spiegando, in maniera netta, l’impalpabilità delle appartenenze politiche in materia di formazioni civiche locali più orientate – a suo avviso – a guardare, in via quasi esclusiva, all’interesse delle realtà amministrate.                     

Scrive infatti Pisano: «Stiamo costruendo una squadra aperta a donne e uomini che abbiano una caratteristica fondamentale: l’amore autentico per la nostra comunità, la disponibilità a mettere competenze, energie e passione al servizio del bene comune. Chi non possiede questi requisiti non può essere interlocutore di Polistena Futura. In questa direzione si colloca l’adesione di Marco Policaro». Una sorta di barriera all’ingresso o di monito – a seconda di come la si volesse leggere o interpretare – rivolto a quanti potessero accarezzare l’idea di “condizionare” la futura formazione di una lista o alleanze, peraltro ancora in fieri.   

In questo contesto, il capogruppo di PF, pur non lesinando critiche alla lunga “stagione rossa” di Policaro, ha tuttavia assolto il suo passato amministrativo da concrete responsabilità fattuali in quanto «non ha avuto la possibilità di determinarne realmente le scelte e l’indirizzo politico» poiché, ha riflettuto, «spesso ha operato in ruoli che non gli consentivano di imporre una propria visione o una propria linea politica».

Ed infine. «Noi non chiediamo certificati di appartenenza. Chiediamo amore per Polistena, credibilità, impegno e voglia di contribuire a una stagione nuova» ha ripreso Pisano rilanciando l’idea di un progetto aperto, plurale e condiviso dai contributi di quanti possano avere «un solo interesse: il bene della nostra città» per una competizione, quella che porterà alla conquista del palazzo municipale, che è facile prevedere contrapporrà più fronti, ancora tanti argomenti e quasi certamente molteplici attori protesi alla ricerca di un consenso ancora in stallo, a metà tra la pancia e la testa degli elettori.