Palmi, alle 19 i candidati sindaco dal Prefetto

E pomeriggio, durante una conferenza stampa, è stata ribadita la volontà di ripristinare la legalità e togliere ogni dubbio dalle elezioni

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Alle 19 di questa sera il Prefetto di Reggio Calabria incontrerà i cinque candidati a sindaco firmatari del ricorso presentato questa mattina – al Prefetto stesso ed al presidente della Commissione elettorale di Palmi – con cui è stata chiesta l’apertura dei plichi per conteggiare nuovamente le schede elettorali, alla luce dei mille dubbi fino ad adesso emersi.

Cosa il Prefetto voglia comunicare ai cinque candidati (ricordiamo che il documento è stato sottoscritto da tutti i candidati ad eccezione di Francesco Trentinella) non si sa ancora; ciò che è certo, è che il Prefetto non ha alcun potere di decisione sull’apertura di plichi e riconteggio di schede elettorali, competenza che è tutta del Tribunale Amministrativo Regionale, al quale i candidati Mimma Di Certo e Pino Ippolito hanno annunciato di volersi rivolgere.

E non è ancora quando e tra chi sarà il ballottaggio, perché i dati ufficiali del Viminale riportano ancora il nominativo di Mimma Di Certo, ma nel frattempo la commissione elettorale di Palmi ha accertato che i voti della sezione 16, contestati, erano stati erroneamente attribuiti ai candidati e non alle liste, mandando avanti Trentinella.

Intanto si è conclusa la conferenza stampa convocata dai cinque candidati ricorrenti, alla quale non si sono però presentati Ranuccio e la Misale, ma per motivi strettamente personali e non perché non condividono il senso della battaglia.

“Quello che si è verificato in questa tornata elettorale è molto grave e getta seri dubbi sulla regolarità delle operazioni di scrutinio – ha detto Pino Ippolito – Non c’è corrispondenza tra le schede consegnate e quelle restituite, in un seggio le operazioni si sono protratte ben oltre le 12 ore previste dalla legge, i verbali ed i registri riportano numeri diversi. E si è verificata una strana situazione – ha proseguito – per cui il secondo posto è conteso fra tre candidati divisi da 16 voti totali, e ci sono 41 voti ancora da assegnare in una sezione, che potrebbero modificare l’esito elettorale”.

La richiesta dei candidati è che venga al più presto ripristinata la legalità e che si faccia chiarezza. “Il Prefetto – ha concluso Ippolito – non può sottovalutare o ignorare le irregolarità che si sono verificate in quasi tutti i seggi”.

Mimma Di Certo ha preso la parola subito dopo, ed ha ringraziato i “colleghi” candidati per aver accolto il suo invito a portare avanti una battaglia per il ripristino della legalità.

“Sin da subito i miei legali hanno chiesto che venisse fatta chiarezza su quanto accaduto nel seggio 16 – ha detto – e l’ho fatto perché non vorrei mai che i cittadini avessero dubbi sulla regolarità del voto. Ne sono uscita penalizzata, ma io sono per le cose giuste: non bisogna essere a tutti i costi al ballottaggio, bisogna esserci se il popolo ha deciso così”.

La Di Certo ha ricordato che insieme a Pino Ippolito ha deciso di ricorrere al Tar per chiedere che vengano ricontate le schede e verificati i 41 voti ancora da assegnare al seggio numero 1, non attribuiti ad alcun candidato né annullati.

Alla conferenza stampa era presente anche Aldo Trimboli, al quale sia Ippolito che Di Certo hanno rivolto un sentito grazie per aver chiesto al Prefetto una verifica dei voti, nonostante sia arrivato ultimo alle elezioni.

“Avrei fatto anche io una battaglia dura se avessi avuto il sospetto che qualcosa non è andata come doveva – ha detto – E mi sono unito agli altri candidati perché ciò che non deve mai accadere, in un paese in cui sappiamo che il voto è di suo già condizionato, è che i cittadini possano pensare che le operazioni di scrutinio si siano svolte in un clima di illegalità. I dubbi sono molti – ha concluso – e nel rispetto dei miei elettori ritengo sia giusto verificare che tutto si sia svolto in maniera regolare”.