Palmi, a rischio chiusura il convitto dell’Agrario

Dopo un controllo la dirigente scolastica avrebbe deciso di sospendere il servizio

Il convitto dell'Istituto Agrario
Il convitto dell'Istituto Agrario

“Chiudere il convitto dell’Agrario sarebbe un gravissimo errore per la scuola e per la città di Palmi”.

E’ Fortunato Scordo a lanciare l’allarme dopo aver saputo della possibile sospensione del servizio offerto dal convitto dell’istituto Agrario di Palmi.

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Scordo parla di una realtà che conosce benissimo. All’Agrario di Palmi è stato studente negli anni ’70 ed è ritornato da docente subito dopo l’università.

Da settembre è in pensione ma nei giorni scorsi appena ha saputo della possibile sospensione del convitto ha deciso di dare vita a un comitato, con l’obiettivo di contrastare questa decisione.

Il personale della scuola questa mattina ha preferito non parlare della vicenda ma pare che la scelta di sospendere il servizio sia stata presa dalla dirigente scolastica Laura Lurendi la settimana scorsa, quando durante un normale controllo, erano presenti solo due studenti sui 15 che all’inizio dell’anno avevano deciso di vivere nella struttura della scuola.

Vitale per un Istituto Agrario

“Il convitto ha permesso a intere generazioni di studenti, anche a coloro che vivono nei centri più periferici della Provincia – ha detto ancora Scordo – di formarsi e di effettuare attività specifiche anche di pomeriggio. In tutta Italia gli istituti agrari hanno un convitto. Chiuderlo significherebbe rinunciare nel tempo anche alla scuola”.

Le priorità

Nessuno dei dipendenti lo dice davanti a un microfono ma la sensazione è che negli ultimi tempi non puntare sulla struttura palmese, sia stata una scelta e non una necessità.

Il convitto non rientrerebbe tra le priorità e l’organizzazione dei servizi inevitabilmente ne ha risentito.

Gli egiziani

Eppure solo qualche anno fa all’Agrario sono arrivati circa 40 ragazzi egiziani che grazie al convitto hanno potuto frequentare all’Agrario i 5 anni delle scuola superiori.

“Se c’è la volontà – ha detto ancora Scordo – esperienze come quella sono riproponibili ma ci deve essere appunto la volontà”.

Uno degli aspetti da non mettere in secondo piano è quello relativo al lavoro. Intorno alla struttura gravitano circa 20 dipendenti che potrebbero essere costretti a spostarsi se la scelta della sospensione del convitto dovesse essere confermata.