Nuovo stop all’ospedale, le reazioni di Pedà e Guccione

Dopo la fine della trattativa tra Tecnis e gruppo Pessina i due consiglieri regionali chiedono un intervento immediato

Giuseppe Pedà
Giuseppe Pedà

«La Giunta regionale riferisca con urgenza, già nel corso del Consiglio convocato lunedì 11 marzo, sulla vicenda della realizzazione dei nuovi ospedali della Piana di Gioia Tauro e della Sibaritide».

È quanto chiede il consigliere regionale Carlo Guccione dopo le ultime notizie (leggi l’articolo) arrivate dalla Società Tecnis.

Rottura tra Tecnis e Pessina

il buon caffè della Piana il buon caffè della Piana il buon caffè della Piana Ape maia

Infatti, il commissario del Gruppo Tecnis in A.S. ha comunicato che «a seguito di interlocuzione svolta successivamente alla aggiudicazione provvisoria degli asset posti in vendita (realizzazione degli ospedali), l’aggiudicataria Pessina Costruzioni ha dichiarato di non essere in grado di accettare detta aggiudicazione a causa del mancato avveramento di una condizione da essa posta sull’offerta vincolante».

Il piano B

Carlo Guccione
Carlo Guccione

«Più volte avevo lanciato l’allarme e invitato la Regione – ha sottolineato Carlo Guccione – a pensare a un piano B proprio nel caso in cui non fossero andati a buon fine gli accordi presi con Tecnis. Il pericolo, come ho sottolineato nei mesi scorsi anche nel corso dell’ultima riunione della Terza Commissione, era quello di mettere a rischio un investimento di diverse centinaia di milioni di euro. Investimenti pronti, ma per colpa anche dell’inerzia e del pressapochismo della Regione, tutto è ancora fermo.

150 milioni di risorse pubbliche e 49 milioni di risorse private: questi sono i soldi già destinati alla costruzione dell’ospedale della Piana di Gioia Tauro per un totale di 352 posti letto.

143 milioni di fondi pubblici, 41 milioni di risorse private invece per l’ospedale della Sibaritide pensato per 376 posti letto.

Gli errori

Oggi emergono con chiarezza – ha affermato il consigliere regionale Guccione – tutti gli errori commessi da questa Giunta regionale. E il rischio è che questi nuovi ospedali possano diventare delle vere e proprie incompiute.

Per tutte queste ragioni avevo proposto – anche alla luce dei sopralluoghi fatti in contrada Insiti a Corigliano Rossano dove dovrebbe sorgere il nuovo nosocomio – che la Regione Calabria venga commissariata dal Governo nazionale con la nomina di un soggetto attuatore per avviare celermente le procedure relative alla costruzione dei nuovi ospedali e per impedire il definanziamento delle tre opere.

Ad oggi nulla è stato fatto. Lunedì si affronti subito la questione nel corso del Consiglio regionale».

La reazione di Pedà

Anche il consigliere regionale Pedà, appresa la notizia del nuovo intoppo riguardante la Tecnis è tornato a chiedere l’immediato potenziamento degli ospedali esistenti.

“Il nuovo stop alla costruzione degli ospedali di Sibari e Palmi – ha scritto su facebook il consigliere gioiese – conferma quello che dicevamo da tempo , nell’attesa dei nuovi ospedali, vanno potenziati quelli esistenti.

Con la proiezione di un miraggio futuro dal 2007 hanno smantellato quello di buono che avevamo in sanità”

Ha concluso Pedà: “Credo che occorra con urgenza insieme a tutti gli attori istituzionali coinvolti ed ai comitati di cittadini attivi, fare subito il punto della situazione insieme anche al Commissario Cotticelli per correre ai ripari per quanto è possibile. Posto che continueremo a perseguire con determinazione la costruzione delle opere finanziate ormai da 10 anni”.