Mimma Mazzullo, l’artista che racconta Palmi nei suoi dipinti

La pittrice vive a Modena. Le sue opere sono state apprezzate negli anni da diversi critici e curatori di mostre

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Ci sono legami forti, indissolubili, che neanche la lontananza o il trascorrere del tempo riescono a scalfire, e tra questi il più forte è senza dubbio quello con la propria terra d’origine.

Mimma Mazzullo, palmese residente in Emilia Romagna da ormai tanto tempo, non ha mai smesso di pensare alla città in cui è nata, una città che racconta attraverso i suoi dipinti. Mimma è una pittrice, dipinge da sempre e lo fa con passione e con trasporto, pennellando con libertà e creatività, senza riflessione.

Il mare è per Mimma una grande fonte di ispirazione: quello della Tonnara, quello di un tramonto davanti allo Scoglio dell’Ulivo, con la Sicilia alle spalle e le Isole Eolie a fare da cornice. Dipinge pensando a quel posto in cui è nata e cresciuta, che le ha regalato enormi gioie, quel posto dove sono custoditi i ricordi più belli di un’infanzia trascorsa con i familiari e gli amici. Il rosso del tramonto, il blu del mare, il verde delle distese di campagna, sono i colori di Mimma, sono quei colori con cui la pittrice racconta la sua Palmi.

Ma un artista, per essere davvero definito tale, deve saper guardare oltre i legami. Mimma Mazzullo è anche questo: è un’artista sensibili che dipinge simboli, volti, sagome, silhouette di donne. Come tanta gente, anche Mimma ha purtroppo conosciuto il dolore ma lo ha sempre saputo vincere con la forza, la determinazione ed il sorriso, con la grinta che emerge come un punto luminoso anche nei suoi dipinti.

Isabella Lo Schiavo, Emilio Argiroffi, Mimmo Morogallo, Matteo Micello, Roberto D’Udine, Monica Tanaglia: sono solo alcuni tra i critici d’arte e curatori di gallerie che negli anni si sono interessati ai suoi dipinti, esposti in mostre personali e collettive a Palmi, Taurianova, Modena, Ferrara, Venezia, Bologna, Piacenza e in molte altre città ancora. Mimma Mazzullo ha iniziato a dipingere da giovanissima e negli anni il suo stile è cambiato.

«Il passaggio è stato un viaggio colorato nel corso degli anni attraverso le varie esperienze della vita che inesorabilmente hanno forgiato gli animi, di conseguenza, la realtà oggi percepita viene trasmessa con una consapevolezza e maturità espressiva intense. La necessità, anzi lo sfogo, la forza istintiva, hanno enucleato l’inconscio, i desideri e la fantasia senza che mi lasciassi frenare dalla scuola accademica», ha raccontato Mimma nel corso di un’intervista in cui ha anche parlato di come avvicinare all’arte le generazioni più nuove, spesso distanti da questo mondo.

«I giovani possono essere sensibilizzati stimolando la crescita culturale nelle scuole e nelle Università per avere ragazzi curiosi e preparati. Tuttavia, sarebbe necessario creare spazi condivisi sul territorio, proprio per attenuare la mancanza di progetti e strumenti reali, avvicinando i giovani alle varie forme dell’arte, portando ad avere in futuro dei ragazzi più curiosi e attenti a questo universo, disposti ad accogliere nuove proposte. Questi spazi si concretizzano in luoghi fisici ricchi di strumenti affinché possano sperimentare, creare e comporre toccando con mano seguiti da maestri e personale esperto, le uniche guide di questa nobile arte».

Il lungo lockdown della scorsa primavera ha permesso a Mimma di dedicare ancora più tempo alla sua passione, con la speranza che presto le mostre tornino ad essere visitabili e che anch’ella possa continuare la sua opera di divulgazione d’arte.