Il Museo della Basilica della Madonna dei Poveri di Seminara riparte con le visite guidate

Il tutto nel massimo rispetto delle regole per tutelare la salute dei visitatori

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Riapre oggi, nel rispetto dei Decreti Ministeriali e della Curia di Oppido-Palmi, il Museo Tesoro della Basilica della Madonna dei Poveri di Seminara, dopo tre mesi di lockdown, una realtà che in 6 anni ha portato più di centomila visitatori nel piccolo Borgo Della Costa Viola. Dopo l’ok del Responsabile dei Beni Ecclesiastici, ingegnere Paolo Martino, e del Rettore della Basilica, don Domenico Caruso, il Curatore Domenico Scordo, in osservanza dei Decreti Ministeriali, ha ripreso le Visite Guidate .

In questo piccolo scrigno sono conservati tesori d’arte di inaspettata bellezza. Nelle numerose chiese e nei palazzi di antica memoria che Seminara possiede, sono visibili pregiate opere rinascimentali, segno tangibile dell’importanza storica e artistica della cittadina nel XVI secolo. Andando in giro per il centro storico di Seminara ci si potrà imbattere in minuscole botteghe artigianali che racchiudono piccoli musei della tradizione e del folclore locale. Il territorio di Seminara è l’ideale per gli amanti della natura incontaminata e delle immersioni marine.

Tra paesaggi agresti e alberi secolari è possibile fermarsi ad assaggiare prodotti genuini preparati dalle mani esperte dei contadini e dei pastori, mentre prendendo in affitto un’imbarcazione, dalle vicine località balneari ci si potrà spingere fino alla costa rocciosa di Seminara e magari immergersi tra le sue acque cristalline.

Le origini di Seminara sono molto discusse. Secondo alcuni studiosi il paese ebbe origine nell’VIII secolo da monaci Basiliani che fuggivano dalla persecuzione dell’imperatore di Bisanzio, Leone III d’Isorico. Fondato su un’antica rocca qui si rifugiarono, nel 951, alcuni profughi della distrutta città di Tauriana. Furono i fuggiaschi a portare a Seminara il culto della Madonna nera La statua, salvatasi miracolosamente da un incendio che distrusse la città, fu ritrovata nel 1010 e collocata nel Santuario che fu edificato in ricordo dell’evento. Seminara fu elevata a Università nel XIII secolo con giurisdizione su Palmi. Prima Normanna, poi Angioina, fu teatro, nel 1495 e nel 1503, di cruenti battaglie tra Francesi e Spagnoli. Considerata città demaniale fu donata da re Ferrante in un primo momento all’imperatore Carlo V che visitò la città nel 1535 e poi a una nota dinastia locale. Seminara, munita di possenti mura di cinta, nel XVI secolo divenne la più importante e popolosa della Calabria Ulteriore I.

Nel ‘500 la città visse la sua epoca d’oro tanto da essere paragonata alle città rinascimentali toscane. Fu così che divenne meta di importanti pittori, scultori e letterati che lasciarono qui testimonianza del loro passaggio. I terremoti del 1783 e del 1908 la rasero al suolo. Ricostruita ricalcando la vecchia pianta urbana perse, tuttavia, i suoi tesori architettonici più rappresentativi.

Ricavato all’interno della Basilica, il Museo detto “Tesoro della Basilica”, gestito dal curatore Domenico Scordo, giovane appassionato di storia e di arte, presidente dell’associazione culturale Progetto Futuro e Tirocinante del Mibact, a distanza di 6 anni dalla inaugurazione ha registrato un boom autentico di visitatori, intere scolaresche, gente comune, associazioni, e la visita di studiosi e persone amanti dell’Arte e della cultura, tra questi il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, rimasti incantati dalle bellezze più rappresentative della storia religiosa di Seminara.

Previa prenotazione, verranno spiegati i protocolli Anticovid da adottare, per fare una visita guidata all’immenso patrimonio di bellezze culturali, monumentali e storici che rappresentano l’orgoglio della Città e dei suoi abitanti.