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I dipendenti Lirosi tornano a scioperare

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GIOIA TAURO – Riprende lo sciopero per i dipendenti della ditta Lirosi di Gioia Tauro. Nuove rivendicazioni dunque da parte degli autisti che da circa un mese si ritrovano anche senza stipendio. Il tutto a distanza di  soli ventiquattro giorni dall’ultima manifestazione che aveva già causato diversi disagi alla città.

Gli scioperanti infatti hanno  letteralmente occupato e bloccato la Statale 111 (guarda la galleria fotografica) proprio all’altezza del terminal Lirosi. E non solo, i disagi scaturiscono indubbiamente anche dal punto di vista logistico, dunque dei trasporti.

Tanti infatti i lavoratori che usufruiscono del servizio “Lirosi linee” per raggiungere la propria  postazione e che da domani dovranno optare per una diversa soluzione.

Ma a quanto pare, secondo i dipendenti, “questo è l’unico modo per far si che qualcuno si accorga di noi”. “Ma ciò che realmente chiedono gli scioperanti ha poco a che fare con lo stipendio, ovviamente indispensabile” – ha spiegato Pasquale Mungari, segretario regionale Faisa Cisal.

Il vero motivo della manifestazione dipende infatti da tre punti principali: l’esigenza di trasformare i contratti part-time in full-time, la riorganizzazione dei servizi e la sostituzione dei mezzi obsoleti.

Sono un centinaio gli autisti che hanno aderito allo sciopero, dipendenti della “Lirosi autoservizi” e “Lirosi linee”, il che significa trasporti bloccati a livello regionale e nazionale.

E anche dopo la riunione tenutasi ieri pomeriggio, alla quale hanno partecipato i dipendenti e lo stesso Alfonso Lirosi, non si è comunque arrivati a nessun accordo.

“Abbiamo ribadito le nostre rivendicazioni, – ha spiegato Mungari – ma Lirosi ha detto che al momento non ci sono le condizioni per poter andare incontro alle richieste avanzate. Dice di aver bisogno di fondi da parte della regione, ma anche per quanto riguarda la riorganizzazione dei turni, per la quale non servono fondi, si è dimostrato indisponibile.  La conversazione stava poi diventando stucchevole, tanto che abbiamo deciso di abbandonare il tavolo e continuare con lo sciopero”.

Eva Saltalamacchia

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