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I consiglieri Frachea, Pulimeni e Richichi su stoccaggio rifiuti a Gioia: «La città sarà la pattumiera della provincia»

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“Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito, lo statista a quello del suo paese.”

«Chissà se il predicatore e teologo statunitense James Freeman Clarke, già nel diciannovesimo secolo, immaginava che questa sua massima potesse essere messa in pratica da coloro i quali amministrano, oggi, la Città Metropolitana».

Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali di Gioia Tauro, Francesca Frachea, consigliera capogruppo FdI, Nicola Pulimeni, consigliere FdI, e Daniela Richichi, consigliera capogruppo Innovagioia.

«Saremmo curiosi di scoprirlo, alla luce dell’ennesimo scempio messo in opera da questi “politici” che hanno ben pensato di considerare e, a questo punto, ridurre la città di Gioia Tauro nella vera e propria pattumiera della provincia di Reggio Calabria. A giudicare dalla dimostrata inefficienza amministrativa, dall’assenza di programmazione (soprattutto in vista del periodo estivo che determina un incremento della produzione di rifiuti) e dell’assoluta inadeguatezza dei ruoli, verrebbe facile appellare come “incapaci” coloro che siedono sugli scranni della Città Metropolitana, invece ci piace rifarci alla massima di Clarke e considerarli dei “politici”, incapaci sì di amministrare per il bene dei cittadini e del proprio territorio, ma capacissimi di fare gli interessi propri e della propria fazione politica, attraverso azioni che sono deleterie e mortificanti per il territorio che dovrebbero tutelare e far crescere. Troviamo assurdo che, per fronteggiare l’emergenza dei rifiuti si arrivi, ancora una volta, a firmare un’ordinanza in base alla quale Gioia Tauro verrà utilizzata come centro per smaltire tutta la spazzatura prodotta dai Comuni dell’area metropolitana di Reggio Calabria», proseguono ancora i consiglieri comunali.

«Con quale malsana logica si può arrivare ad una soluzione tanto sconsiderata quanto improvvisata, tenuto conto della già grave situazione in cui versa la città portuale, vessata da un sistema d’inceneritori obsoleti, che determinano un alto livello d’inquinamento con notevole incidenza sull’aumento del tasso di mortalità per malattie oncologiche? Come si può non tener presente che non si può far annegare del tutto una realtà già con l’acqua alla gola, in materia di smaltimento dei rifiuti? Tutte domande che rimandano ad una sola risposta, quella pensata da Clarke 200 anni fa, che la Città Metropolitana sia amministrata da veri “politici”, peccato che la nostra terra avrebbe bisogno di veri “statisti” e, soprattutto di uomini in grado di amministrare animati da amore per essa e dalla volontà di compiere scelte non individualistiche, ma realmente tese a perseguire il bene comune», conclude la nota dei consiglieri.

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