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Guerrisi su Longobucco: «Il primo caso in Italia in cui diventa assessore il figlio di un consigliere»

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Angelo Guerrisi

GIOIA TAURO – La prima reazione pubblica dopo la nomina ad assessore di Luigi Longobucco, figlio del consigliere comunale Antonio, arriva dal vicepresidente del consiglio Angelo Guerrisi, che nella tarda serata di ieri ha diramato una durissima nota stampa.

«Unico caso in Italia! – scrive Guerrisi – Il figlio di un Consigliere Comunale nominato assessore. E’ successo a Gioia Tauro in Provincia di Reggio Calabria, il protagonista è il Sindaco Bellofiore».

Nella sua nota Guerrisi lancia gravi sospetti sulle motivazioni che hanno portato alla scelta di Longobucco: «Nulla di strano – scrive – con tutto il rispetto del neonominato assessore, destinatario, di un mensile assicurato».

La revoca di Condello e la successiva indicazione del nuovo assessore, secondo il vicepresidente del consiglio sarebbe «riferibile all’ultimo Consiglio Comunale, – dove – in mancanza di numeri, – si sarebbe giunti – all’accordo di oggi che porta a nuova luce fatti e misfatti di un’amministrazione Comunale ormai verso il declino».

«Il ragazzo in questione, – scrive ancora Guerrisi – attualmente dipendente custode della Società partecipata Cefris, per volere del papà, del Sindaco, e del Consigliere Riotto, riceve l’investitura ufficiale, non giammai per i meriti acquisiti nel campo delle professioni, essendo altresì molto giovane, ma come frutto di una politica dissennata».

Nella sua analisi politica Guerrisi ascrive le colpe di quello che considera un fallimento al sindaco Bellofiore e al suo vice Rizzo, mentre riserva un giudizio positivo all’ex assessore Condello che, secondo il vicepresidente del consiglio «pur con i suoi limiti, era riuscito a incidere positivamente in un settore importante per la città».

La parte finale del comunicato è invece dedicata a diverse questioni inerenti la gestione amministrativa della Giunta e contiene critiche durissime: «Un’amministrazione Comunale – si legge nella nota – che spende migliaia di euro per i fuochi d’artificio, accontentando la Pro Loco di Gioia Tauro con 20 mila euro con spettacoli, a dir poco, schifosi, per poi indietreggiare su fatti importanti, come quello della salute pubblica, cavallo di battaglia del Sindaco e del suo Vice».

E Guerrisi elenca quelli che reputa gli errori e le spese sbagliate dell’amministrazione e le tematiche più gravi da affrontare: «i tumori non si contano più, – scrive – 100 mila euro all’ingegnere Testaì, 80 mila euro per lo spazzamento delle strade principali, 200 mila Euro l’anno di benzina, i lavoratori di Piana Ambiente senza lo stipendio, i lavori nel fiume Budello in attesa, i topi stanno arrivando sino al terzo piano delle case, gli affidamenti diretti alle cooperative sino a 40000 euro, il mare inquinato, le denunce all’opposizione, ai giornalisti, a quelli di facebook, ai Sindacati, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio per centinaia di milioni, il depuratore che puzza tanto di giorno quanto di notte e il rigassificatore».

Il duro attacco di Guerrisi si conclude con un invito perentorio «Forse è meglio che vadano tutti a casa, incompetenti e mediocri. Andate a lavorare se un lavoro ce l’avete».

Lucio Rodinò