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“Gioia Tauro. Luce del porto”, lo short film presentato ad Expo Dubai

Il regista De Melis: «Una bellissima ricerca sulla dimensione “luminosa” di questi spesso impenetrabili paesaggi navali»

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Una ricerca e scoperta del reale contemporaneo, in cui ci si sofferma non tanto su ciò che viene rappresentato e che si muove davanti alla camera da presa, ma su uno sguardo nuovo, sull’approccio multidisciplinare necessario a decodificare e a raccontare una storia, un paesaggio, una comunità.

E’ questo lo sforzo del team coordinato da Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio culturale, nella realizzazione dello short film “Gioia Tauro. Luce del Porto”, prodotto dall’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio. Il film, in anteprima a Dubai presso il Padiglione Italia per EXPO 2020, realizzato nella produzione esecutiva da Open lab Company per l’Autorità di Sistema su progetto di Patrizia Nardi e la regia di Francesco De Melis, è stato proiettato nell’ambito dell’evento A new gateway to Europe organizzato dalla Regione Calabria, che ha voluto presentare nel contesto internazionale dell’esposizione universale quello che è il più importante porto del Mediterraneo in termini di infrastrutture, dimensioni, posizione strategica ed efficienza senza perdere di vista il territorio in cui un “non luogo”, come un porto, esplica la sua fondamentale funzione di collettore di uomini, capitali, merci e territori.

«L’idea del film – dice Patrizia Nardi, autrice del soggetto e responsabile scientifico del progetto – si ricollega ad una riflessione condivisa con la Presidenza dell’Autorità di Sistema, finalizzata ad aprire nuove forme di comunicazione che riuscissero a coniugare l’esigenza della promozione del gateway calabrese, peculiare realtà industriale, con quella della valorizzazione del territorio in cui sorge, intriso di storie, di patrimoni, di civiltà che hanno caratterizzato un Mediterraneo circolare braudeliano che ha dato origine a popoli e culture che nel tempo hanno diffuso la loro essenza in Europa, ma anche oltreoceano. Nel bel film di Francesco De Melis, con il quale abbiamo condiviso diverse esperienze di questo tipo ritroviamo, in contrappunto, tutto questo: passato e presente, patrimonio culturale e innovazione, la torre saracena e le torri-gru che caratterizzano lo skyline del porto e che si stagliano all’orizzonte davanti allo Stromboli o all’Etna, entrambi Patrimonio dell’Umanità».

Una scelta artistica precisa, un cinema che predilige il racconto, in immagini e musica, di un paesaggio culturale del quale lo scalo gioiese fa parte ed al quale restituisce tutta la sua autonomia attraverso uno sguardo non contaminato dai modelli stereotipati che spesso ritornano come unica modalità di narrazione.

«È stata una gioia, è proprio il caso di dirlo, apprendere che avrei fatto la regia di un film sul porto di Gioia Tauro – dice Francesco De Melis -. Ed è stata una gioia soprattutto girarlo, questo film, sia perché i porti sono da sempre, per mia biografia sentimentale e antropologica, tra i luoghi più intensi e “umani, troppo umani”, che abbia avuto la fortuna di frequentare ed abitare nel corso delle mie ricerche sulla civiltà marinara, sia perché il porto di Gioia Tauro rappresenta nello specifico, per qualcuno forse inaspettatamente, uno dei porti più “strategici” del mondo. Mi viene da osservare che mentre il mio film “Porto dei suoni”, girato a San Benedetto del Tronto, menzione speciale al festival del documentario “Libero Bizzarri”, fu un’avvincente ricerca sul paesaggio sonoro dei pescherecci all’attracco e della vita nei cantieri e in banchina, il film “Gioia Tauro, luce del porto” è stata, come prefigura il titolo, una bellissima ricerca sulla dimensione “luminosa” di questi spesso impenetrabili paesaggi navali, scanditi da una ritmica incessante, da “Tempi moderni”, tutta giocata sui “voli” acrobatici di migliaia di container, nel quadro di una coreografia piena di vita, industriale e marinara, condotta senza sosta tra le navi e tra le gru».

Un tentativo ben riuscito di rendere un paesaggio portuale riconoscibile nelle sue forme e nelle sue architetture interconnesse al contesto dei valori storico-culturali, ambientali e sociali, come un bene collettivo deve essere.

«Expo Dubai – ha dichiarato il Presidente dell’Autorità di Sistema – è stata la nostra vetrina internazionale per presentare un progetto culturale a cui teniamo molto. Uno short film che, tra passato e futuro, offre la conoscenza profonda della realtà portuale di Gioia Tauro e del suo territorio. Siamo riusciti a raccontare, in suoni e in immagini, la bellezza e le peculiarità di uno scalo sempre più sostenibile e tra i più avanzati al mondo per tecnologie applicate. Una bellezza “tecnica” coniugata e declinata, in contrappunto, con l’altra bellezza, quella del territorio e del suo patrimonio culturale che si ricollega all’identità millenaria di uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi al mondo, dove il mito si fonde ancora oggi con la leggenda. Ci siamo innamorati di questo progetto, ancor di più dopo la visione dello short di Francesco De Melis che è riuscito a declinare la grande produttività del porto calabrese con i paesaggi e la storia del mito che si respira in Calabria. E’ un autentico gioiello, impreziosito da musiche magnifiche, che rende onore a questa terra e al lavoro importante che per essa si fa. Con la dott.ssa Nardi e il suo staff abbiamo prodotto qualcosa che resterà nella memoria di tanti».

Un brano di musica assoluta di Ennio Morricone, in dialogo con la partitura delle musiche del film di Francesco De Melis, contribuisce a dare peculiare e raffinato valore ad un progetto e ad un’opera che hanno avuto il patrocinio del Ministero dei Trasporti, del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, del Segretariato Regionale del Ministero della Cultura, della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, del Polo Museale Regionale, della Federazione Italiana Club per l’UNESCO, da Federculture, Grimaldi Group, MSC Mediterranean Shipping Company S.A., del FLAG dello Stretto, della Città Metropolitana di Reggio Calabria, della Città degli Ulivi e dei Comuni di San Ferdinando, Gioia Tauro e Palmi, dall’Associazione “Cultura del Viaggio”.