Gioia, il Messaggio alla Città della Chiesa

Stilato un documento in vista delle prossime elezioni comunali

0
1571
don Cristiani, don Scordo, il vescovo Milito, don Gentile e don Tillieci

Sarà distribuito domani dopo le varie messe il messaggio alla Città (leggi), in vista delle elezioni ammnistrative, redatto dal vescovo Milito, dai sacerdoti e dai consigli pastorali di Gioia Tauro.

Il senso dell’iniziativa è stato spiegato questa mattina in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il vescovo e i 4 parroci della città.

L’idea del documento è arrivata un paio di mesi fa durante la visita pastorale e da quel momento in poi i sacerdoti della città ed i consigli pastorali hanno iniziato a incontrarsi e a meditare per invitare i gioiesi a modificare il proprio senso di sfiducia e ad avere un sussulto di ripresa della dignità personale.

La lettera è divisa in tre settori: La Gioia che siamo; la Gioia che non siamo e non abbiamo e la Gioia che vorremmo – Speranze di un comune cittadino e identikit dei futuri amministratori.

Don Pasquale Cristiani che guida la parrocchia di San Francesco ha sottolineato la necessità di far partire un cammino che possa dare risposte alle istanze culturali e pastorali.

La copertine del Messaggio alla Città

Don Antonio Scordo, della parrocchia di S. Ippolito Martire ha parlato di un documento che ha l’intento di dare speranza. “E’ necessario una ventata di impegno rivolto al bene – ha detto – e potremo gioire”.

Don Gianni Gentile della Parrocchia di Maria SS di Portosalvo si è soffermato sul fatto che è la prima volta che le parrocchie unite aprono le porte e le finestre alla città. E ha dichiarato: “A Gioia serve un rivoluzione culturale cristiana per evitare che a fare scuola sia ancora la ndrangheta”.

Don Giovanni Battista Tillieci ha spiegato che è compito dei gioiesi cercare il bene comune e ha invitato i cittadini ad amare di più la propria città e di evitare di “piangersi addosso”.

“Non possiamo continuare a farci male da soli – ha detto il vescovo Milito – i gioiesi non possono andare incontro a un altro scioglimento. E’ necessario quindi riflettere per il bene di Gioia Tauro”.

Il vescovo ha spiegato che la Chiesa è completamente imparziale e che il documento è una spinta alla riflessione e all’impegno dei singoli cittadini che devono fare fino in fondo il loro dovere. “Pare che il dissessto sia dovuto anche al mancato pagamento dei tributi – ha detto come esempio – anche pagare i tributi rientra tra i doveri di un cittadino e di un buon cristiano”.

Il messaggio verrà anche stampato in un manifesto. Il 7 aprile verrà ancora discusso dai consigli pastorali delle 4 parrocchie mentre il 14 aprile sarà al centro di un incontro con le associazioni gioiesi.