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Gioia: “Ad alta quota” con Lella Golfo

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GIOIA TAURO – Viene definita la “madre nobile delle quote di genere” e la “madrina delle pari opportunità”, per la proposta di legge con cui introduce le quote rosa nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali.

Di tutto questo e di tanto altro si parla in “Ad alta quota. Storia di una donna libera”, il libro di Lella Golfo presentato dalla stessa autrice ieri pomeriggio a Palazzo Baldari, con il patrocinio del comune di Gioia Tauro.

“C’é tanto di cui discutere. É un libro che apre diverse questioimageni”. – ha esordito Piero Sansonetti, giornalista, che ha moderato l’incontro.

“Si potrebbe dividere in tre periodi. – ha aggiunto – La Lella comunista, la svolta socialista e la battaglia per le donne. Di certo la politica predomina, cola da tutte le parti. É evidente che Lella vive di politica, respira politica”.

“Il momento per scrivere questo libro non arrivava mai. – ha spiegato l’autrice – É arrivato però quando sono stata cacciata dal Parlamento. Lí ho capito che dovevo lasciare testimonianza di ciò che avevo fatto. La politica é una missione. Ci devi credere”.

Tanti i relatori pronti ad appoggiare il lavoro dell’ex parlamentare, e ad intervenire, come il sindaco di Rosarno Elisabetta Tropodi che ha ricevuto il Premio Bellisario, della Fondazione Marisa Bellisario, di cui Lella Golfo é presidente.

O ancora Giuseppina Princi, preside del Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria, o Cecilia Battistello, presidente del gruppo Contship, definite dalla Golfo come due grandi amiche.

Antonio Catricalà, ex presidente Antitrust ha curato la prefazione del libro, ma nel suo intervento era evidente la grande amicizia che lo lega alla parlamentare. E i riferimenti ad una Calabria “che ha bisogno di avere un sogno in cui credere” é stato inevitabile.

In particolar modo dopo i collegamenti al porto di Gioia Tauro fatti dalla Battistello, demoralizzata dal limite del porto stesso, “che se non si da una mossa é destinato a morire”.

E delle battaglie portate avanti in Calabria parla Lella Golfo nel suo libro, passando dall’amore per la sua terra, la partenza verso Roma, il divorzio. Una vita vissuta a pieno insomma e per riuscire a dare potere alle donne.

E sono state proprio due piccole donne, Ilaria e Debora, studentesse del liceo reggino, a dare dimostrazione di come ci si possa interessare in maniera proficua e in giovane etá al mondo politico e sociale, illustrando il libro della Golfo con una naturalezza e spontaneità invidiabili. Un intervento semplice e concreto, fatto da ragazze decise, determinate, di quelle che possono fare la differenza, come ha fatto la Golfo.