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Full forming: l’amministrazione Barone ripercorre l’iter di concessione

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Riceviamo e pubblichiamo:
Quest’oggi, in relazione ad alcune frasi riportate da alcuni organi di stampa, il Sindaco ed i sei amministratori comunali Avvocati appartenenti alla coalizione di maggioranza hanno ripercorso l’iter amministrativo relativo alla gestione del bene confiscato in concessione all’Associazione Full Forming nel corso dell’attuale consiliatura.
Si riporta di seguito la cronologia degli atti.

Giovanni Barone
Giovanni Barone
In data 26 luglio 2012, la Provincia di Reggio Calabria (Settore 8 – Formazione Professionale), su richiesta dell’Associazione “Full Forming ONLUS”, inoltrava al Sindaco del Comune di Palmi una “richiesta di interpretazione autentica delle condizioni di comodato d’uso” (acquisita al prot. n° 16899 del 6.08.2012) del noto immobile di via Concordato, chiedendo in particolare “se l’immobile in argomento possa ospitare attività formative che prevedono un onere per gli allievi o se, invece, tale presupposto risulti confliggente con l’accezione di attività aventi ricaduta sociale sul territorio”.

Il Sindaco richiedeva parere tecnico all’Ufficio Legale, che in data 27 agosto 2012 (prot. n° 18312) rispondeva ripercorrendo la normativa vigente e ritenendo che dovessero essere interessati anche altri uffici.

In data 12 settembre 2012 più Consiglieri Comunali si rivolgevano al Presidente del Consiglio Comunale ed all’Assessore competente per conoscere se l’amministrazione del bene confiscato rispondesse ai requisiti previsti dalla normativa vigente.

In data 26 settembre 2012 il Sindaco inviava una missiva all’Associazione “Full Forming ONLUS” (prot. n° 20760), in particolare scrivendo: “pregasi cortesemente di voler trasmettere apposita relazione dell’attività svolta, precisando se l’immobile in argomento possa ospitare attività formative che prevedono un onere per gli allievi o se, invece, tale presupposto risulti confliggente con l’accezione di attività aventi ricaduta sociale sul territorio”.

In data 10 ottobre 2012 (prot. n° 21868) il Presidente del Consiglio Comunale invitava la III Commissione Consiliare ad affrontare la questione ed inviava detta comunicazione anche all’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati.

La III Commissione si riuniva il 19 ottobre 2012 decidendo all’unanimità dei presenti (maggioranza e opposizione) di trasmettere il relativo verbale al Comando di Polizia Locale al fine di procedere ad una verifica circa il corretto utilizzo del noto immobile.

La stessa Commissione si riuniva il 5 novembre 2012 per discutere su altri argomenti e, in conclusione, si autoconvocava per il giorno 12 successivo con all’ordine del giorno la trattazione della questione.

Nel corso della seduta del 12 novembre 2012 il punto non veniva trattato.

Il 15 novembre 2012 la Commissione si riuniva alla presenza del Comandante della Polizia Locale, che relazionava, depositando un documento riservato, dal quale si evincevano diversi profili di illegittimità/illiceità circa l’amministrazione del bene, concludendo come l’Associazione “non possa essere in linea con i dettami normativi né con le finalità in materia di gestione dei beni confiscati”. La Commissione si determinava a far trasmettere copia del verbale e della relazione alla Giunta “invitandola a determinarsi”, rinviando con aggiornamento.

La Giunta Comunale, preso atto della corposa relazione predisposta dal Comandante della Polizia Municipale (n° 15 pagine dattiloscritte), deliberava in data 20 novembre 2012 la “revoca del comodato d’uso gratuito” del bene (delibera G.C. N° 134/12).

L’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati, già sollecitata dal Presidente del Consiglio Comunale e, in data 21 novembre 2012, dal Comando di Polizia Municipale, rispondeva il 30 novembre 2012, evidenziando come “il Comune […] è tenuto a vigilare a che l’Ente usuario persegua ed attui finalità conformi a quelle prescritte nel provvedimento di destinazione”.

Con missiva del 10 dicembre 2012 (prot. n° 26676), il Sindaco informava l’Agenzia Nazionale che “a seguito delle verifiche effettuate dal Comandante di Polizia Locale, dalle quali sono emerse gravi irregolarità sia delle procedure di concessione, sia nella successiva gestione del bene”, con delibera n° 134 del 20.11.2012 la Giunta aveva provveduto alla revoca.

L’iter si completava all’inizio dell’anno 2014, a distanza di sei mesi dalla comunicazione della Provincia di Reggio Calabria (dunque non celermente), con ordinanza di rilascio dell’immobile.

A seguito del ricorso al TAR di Reggio Calabria da parte dell’Associazione, la vicenda si concludeva con sentenza di annullamento del procedimento amministrativo.

Tutto ciò al fine di evitare equivoci e strumentalizzazioni.

L’Amministrazione Comunale

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