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Ecologia e agricoltura: l’impegno dell’ARSAC

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Parlare di ecologia è ormai diventato un mantra, ma spesso rimane un’evocazione sterile e priva di risvolti concreti. Allarmi continui, strilli, campagne di sensibilizzazione, rimangono spesso nell’ambito di ciò che vorremmo fare e non di ciò che facciamo.

L’ecologia in agricoltura e nel agro-alimentare riguarda in primo luogo la salvaguardia ambientale, la salute dei consumatori e la sicurezza per gli operatori. Concetti importanti e di grande impatto sociale, ma che spesso rimangono astratti e stentano a tradursi in operatività de facto da parte degli operatori sociali e di quelli istituzionali in particolare.

In Calabria si registra una lodevole eccezione, grazie all’attività dell’ARSAC – Azienda Regionale Servizi Agricoli Calabresi – che attraverso i suoi centri di divulgazione agricola (CeDA) – ossia le sue diramazioni territoriali operative sui vari comprensori in cui è diviso il territorio regionale – svolge delle azioni concrete di prevenzione e formazione in favore degli agricoltori. Corsi di formazione di prossimità, tenuti nei piccoli comuni rurali e nelle più importanti realtà agricole regionali, per fare concretamente ecologia e professionalizzare gli operatori di un comparto produttivo delicatissimo e di assoluta importanza.

I CeDA infatti organizzano delle attività, sul genere delle cattedre itineranti, che erogano servizi di assistenza tecnica e formazione agli imprenditori agricoli, con particolare riferimento ai conduttori delle piccole aziende che caratterizzano il territorio. In detto ambito organizzano e tengono le docenze in corsi di formazione per  tecniche di coltivazione rispettose dell’ecosistema, che preservino l’ambiente, il terreno, i vegetali e le falde dall’inquinamento chimico di concimi e prodotti di sintesi.

In pratica gestiscono un flusso di formazione continua volta sensibilizzare gli operatori agricoli sulle potenzialità dell’agricoltura biologica e delle tecniche di difesa integrata delle coltivazioni, volta ad evidenziare la pericolosità di un uso improprio dei prodotti chimici di sintesi. Formazione ed informazione in merito alla assoluta necessità di rispettare le prescrizioni di etichetta, con particolare riferimento alle colture per le quali i prodotti sono registrati, alle dosi di impiego ed all’intervallo di sicurezza da rispettare tra l’effettuazione dei trattamenti e la raccolta dei prodotti stessi.

Gli agricoltori vengono edotti sul significato dei pittogrammi di avvertenza in etichetta dei fitofarmaci, sulla loro conservazione in sicurezza, sui comportamenti da adottare in caso di contagio accidentale  e/o di intossicazione, sul corretto smaltimento dei contenitori, nonché sui presidi di protezione individuale e sulle avvertenze da seguire per evitare i rischi di contaminazione a carico di cose, animali e persone.

L’erogazione capillare – su tutto il territorio regionale – di servizi così avanzati, gratuiti ed altamente specialistici, è un segno di sorprendente efficienza da parte delle istituzioni pubbliche che operano in agricoltura con particolare riferimento all’ARSAC. Infatti, in altre regioni d’Italia, questo stesso servizio è erogato da soggetti privati a pagamento inoltre, molto spesso, è riservato soltanto ai  comuni più popolosi restando lontano dalle campagne e dai produttori che ci vivono.

Un esempio di efficienza e professionalità che si realizza in una regione difficile e problematica grazie all’abnegazione dei divulgatori agricoli che “a mani nude”, in carenza di strutture, mezzi, materiale didattico, personale di segreteria, riescono a segnare un punto di eccellenza nello scenario nazionale.

Per gli alti burocrati l’operatività della regione si misura dalla capacità di attivare la spesa comunitaria e finanziare investimenti. Per i divulgatori agricoli invece il lavoro e “bottom up”, privilegia la formazione umana e la creazione di competenze e professionalità che sappiano gestire le radicali trasformazioni agronomiche, tecniche ed economiche che interessano il settore primario.

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