Domani a Palmi l’inaugurazione del campetto della parrocchia Santa Famiglia

Don Giuseppe: «Data importante per la nostra comunità»

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Finalmente il sogno si avvera: sarà inaugurato domani 25 Aprile il campetto di calcio della parrocchia Santa Famiglia in Palmi.

Un campetto di calcio nel cuore del quartiere più popoloso di Palmi.

La cerimonia di inaugurazione si svolgerà alla presenza del Sindaco della città di Palmi, Giuseppe Ranuccio con la benedizione del Vescovo di Oppido – Palmi, Monsignor Francesco Milito.

L’inaugurazione del campetto di calcio rientra nel più ampio progetto di apertura ai più giovani della Parrocchia della Santa Famiglia, parrocchia insieme all’inaugurazione dell’Oratorio, che si svolgerà sempre domani alla presenza in streaming della mamma del Beato Acutis, la signora Antonia Salzano.

La signora Salzano ha fatto dono all’oratorio parrocchiale – che porta il nome del beato Carlo Acutis – di una reliquia del figlio Beato, una ciocca di capelli, come segno di protezione e benedizione per quanti si riuniranno per giocare e crescere nei luoghi della parrocchia.

La realizzazione dell’area di gioco, dotata di erbetta permetterà ai tanti cittadini del nuovo quartiere di poter avere un campetto da gioco sotto casa dentro i grandi palazzoni che segnano questo territorio.

Il sogno di poter giocare a calcio a pochi passi da casa, con un campetto a norma, era nel cuore da anni di tutti i giovani del quartiere che frequentano la parrocchia, adesso è diventato realtà.  

«Vogliamo che questo campetto segni una data importante per la nostra comunità – ha detto il parroco don Giuseppe Sofrà – Il campetto parrocchiale deve diventare uno strumento che crei appartenenza a questo giovane territorio e a questa giovane comunità parrocchiale e contribuire alla crescita umana e cristiana dei nostri ragazzi. Deve diventare una data importante perché anche il nostro oratorio può essere quella scuola di santità per tutti, grandi e piccoli. Faremo in modo che il tempo in oratorio non sia “tempo del nulla”, tempo vuoto, tempo in cui giocare e basta, ma il tempo e il luogo della relazione, in cui avere cura dell’altro, in cui insieme crescere nell’umanità e nella fede. La parrocchia è chiamata sempre più ad essere famiglia di famiglie! Il campetto è uno strumento in più che deve servire a diventare, direbbe don bosco, “buoni cristiani e onesti cittadini».

«Un grazie corale – ha concluso il parroco – a chi ha permesso tutto questo, a quanti si impegneranno nel portare avanti le varie attività già in programma e alla comunità che nonostante il tempo di pandemia vive e sente dentro di se il desiderio forte di crescere».