Crisi al Porto, le aziende delle indotto: stop al blocco delle attività

L'allarme lanciato dai rappresentanti delle case di spedizioni e delle agenzie doganali e marittime

La protesta dei portuali gioiesi che hanno bloccato ogni attività da mercoledì scorso sta mettendo in grave difficoltà le case di spedizioni, le agenzie doganali e marittime che operano nello scalo gioiese.

Tutte queste attività sono strettamente legate con l’attività dell’azienda terminalista e per questo ieri hanno deciso di scrivere al ministro Toninelli, alla Regione Calabria e all’Autorità portuale.

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“Premettendo che diamo piena solidarietà a tutti i lavoratori del terminal – hanno scritto i rappresentanti delle case di spedizioni e delle agenzie doganali e marittime – che rischiano il lavoro per le varie questioni inerenti alla crisi del terminalista, Medcenter Container Terminai, desideriamo evidenziare le problematiche relative alle altre attività portuali, attualmente ferme, di per sé già in crisi e accentuate dall’attuale situazione”.

“Il blocco totale delle attività di importazione ed esportazione delle merci – si legge ancora – sta pregiudicando ulteriormente il lavoro futuro di decine di aziende operanti nell’Area Portuale di Gioia Tauro, favorendo lo spostamento dei traffici dei containers verso altri porti e di conseguenza la perdita delle attività legate all’indotto, quali operazioni di sdoganamento, trasporti, deposito, logistica, manutenzione, attività commerciali varie, che coinvolgono oltre un migliaio di persone che operano e risiedono nella Piana di Gioia Tauro”.

Le attività dell’indotto chiedono maggiore attenzione: “Riteniamo che finora, a tali servizi che rappresentano il cuore pulsante delle attività portuali e che hanno una ricaduta maggiore sull’economia del territorio, non sia stato dato il giusto peso e la giusta attenzione da parte delle Istituzioni competenti, a discapito dello sviluppo commerciale non solo del porto ma anche dell’intera Regione Calabria”.

Il documento si conclude con l’auspicio che la vertenza in corso si risolva al più presto “con l’immediato sblocco e rispristino dell’attività portuali, poiché se ciò non accadesse si andrebbe incontro a gravissime conseguenze di tutto il comparto”.