Consiglio metropolitano: Tripodi, Pirrotta e Sibio candidati nella lista “Territorio e identità a Sinistra”

La lista "Territorio e identità a Sinistra" riunisce il Pci, Sinistra Italiana, l'area socialista e l'associazione Italia unita, fondata a Gioia Tauro dal sindaco Pedà e dall'assessore alla Cultura Francesco Toscano

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Gli esponenti di Territorio e identità a sinistra
Gli esponenti di Territorio e identità a sinistra

Sono tre i candidati della Piana all’interno della lista “Territorio e identità a Sinistra” che riunisce il partito Comunista Italiano, Sinistra Italiana, l’area socialista e l’associazione Italia unita, fondata a Gioia Tauro dal sindaco Pedà e dall’assessore alla Cultura Francesco Toscano.

Si tratta del sindaco di Polistena Michele Tripodi, del consigliere comunale di Giffone Francesco Antonio Sibio e di Domenico Pirrotta, consigliere comunale di Scido ma espressione della maggioranza che guida il comune a Gioia Tauro.

Nella lista (composta da sette persone) sono candidati anche il consigliere comunale di Martone Nicola Limoncino, Silvia Lottero, consigliera comunale a Villa San Giovanni, Antonio Perpiglia consigliere comunale a Bagaladi e il consigliere comunale di Siderno, Antonio Sgambelluri.

“L’obiettivo primario del nostro appello – si legge in un comunicato sottoscritto dai candidati – è quello di restituire democrazia, partecipazione, diritto di scelta al popolo che rischia in questa prima fase di essere schiacciato da una visione centralistica della nascente Città Metropolitana. La nostra lista è fortemente territoriale e politicamente identitaria, che promuove l’unità e rappresentatività di Sindaci ed amministratori del territorio, ispirata ai valori del progressismo e della sinistra, delle forze democratiche e del lavoro, ai principi fondamentali della nostra Costituzione, ed a quelli che valorizzano le autonomie locali quali prime espressioni di riferimento per i cittadini.

Il programma

“Siamo fermamente convinti – si legge ancora nella nota – onde evitare discriminazioni come quelle avvenute nella ripartizione dei fondi del “Patto per la Città metropolitana” che ha escluso dai finanziamenti moltissimi comuni senza plausibili motivazioni, che sia indispensabile proporre l’inserimento nel futuro Statuto, di norme per l’elezione diretta del Sindaco e di tutto il Consiglio metropolitano. In questo senso è fondamentale ribadire la necessità di partecipazione ai processi decisionali di tutti i comuni, a partire da quelli più piccoli, per popolazione ed estensione territoriale o distanti dal capoluogo, spesso considerati marginali e periferici. In aperto contrasto alle politiche verticistiche avallate dal Comune di Reggio Calabria quale ente capofila di ambito, di privatizzazione del ciclo idrico e del ciclo dei rifiuti, proponiamo, oltre che il coinvolgimento diretto di tutti i Sindaci nelle scelte di area vasta, anche la ripubblicizzazione dei servizi fondamentali per la popolazione, raccolta e smaltimento dei rifiuti, uso delle risorse energetiche ed idriche, evitando così possibili infiltrazioni della ndrangheta nel sistema degli appalti. Proponiamo un piano strategico per lo sviluppo dell’intero territorio provinciale con investimenti per il porto di Gioia Tauro realizzando concretamente la nazionalizzazione dello stesso attraverso il contestuale ritiro del monopolista privato; per il sistema dei trasporti a partire dall’ammodernamento della rete viaria interna e ferroviaria, con priorità per la SS 106, il raddoppio e l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica stoppando lo smantellamento dei binari delle stazioni, interessate alla scellerata azione di razionalizzazione di RFI; per la messa in sicurezza della SGC Jonio-Tirreno, con il completamento del sistema viario pedemontano e delle trasversali del basso jonio; per il rilancio dell’Aeroporto dello Stretto attualmente penalizzato dalla mancanza di una visione strategica. Proponiamo, quale azione sociale di contrasto alle mafie ed all’economia illegale, un piano per il lavoro e l’occupazione giovanile e la giustizia sociale , che tolga dal disagio sociale e dall’emergenza migliaia di lavoratori in mobilità e cassa integrazione, impegnandoli in attività per la difesa del suolo, di protezione civile, per lo sviluppo urbano, a tutela dell’ambiente, favorendo lo sblocco dei cantieri edili  e dei fondi in agricoltura. Proponiamo la difesa della sanità e della scuola pubblica con il rilancio ed il potenziamento delle strutture ospedaliere e dei servizi territoriali già esistenti, attraverso il rafforzamento della rete di assistenza domiciliare agli anziani ed alle persone non autosufficienti. Proponiamo – si chiude il counicato – la tutela della cultura e dei saperi, la tutela dell’ambiente e dell’ecologia, per la salvaguardia del mare e della montagna quali direttrici per lo sviluppo del turismo sostenibile, per la valorizzazione del paesaggio della Costa Viola, e dell’intero patrimonio storico, culturale, artistico del territorio”.

La città metropolitana sostituisce per rapporti e funzioni la vecchia Provincia.

Il consiglio metropolitano

Il consiglio metropolitano è un organo elettivo di secondo grado, durerà in carica 5 anni e sarà formato dal sindaco metropolitano e da 14 consiglieri, eletti con il sistema proporzionale a voto ponderato.

Il consiglio avrà poteri di indirizzo e controllo e avrà il compito di proporre lo statuto, i regolamenti, i piani e i programmi.

Gli altri organi dell’area metropolitana

Oltre al consiglio sono organi della città metropolitane anche il sindaco metropolitano e la conferenza metropolitana.

Il sindaco è di diritto il primo cittadino del comune capoluogo, mentre la conferenza metropolitana verrà formata dal sindaco metropolitano e dai sindaci dei comuni della città metropolitana.

Tutto quello che c’è da sapere sulle elezioni della città metropolitana