Gioia, Zagarella ha annunciato la candidatura

Durante un incontro a cui ha partecipato anche il senatore Nico D'Ascola

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Pasquale Imbalzano, Nico D'Ascola e Nicola Zagarella
Pasquale Imbalzano, Nico D'Ascola e Nicola Zagarella

Nicola Zagarella ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco di Gioia Tauro.

La sua decisione è stata annunciata ieri sera, nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato il senatore Nico D’Ascola, presidente della Commissione Giustizia, e Pasquale Imbalzano, consigliere comunale di Reggio Calabria.

Ad introdurre l’incontro con i cronisti è stato lo stesso Zagarella, fondatore del movimento “Città vivibile”, sodalizio politico con cui si riproporrà, supportato da Area popolare, alla guida del Comune di Gioia Tauro.

«Bisogna partire dalla macchina burocratica dell’ente – ha detto Zagarella – che deve essere responsabilizzata e riqualificata. Purtroppo, al Comune – con le dovute eccezioni – c’è gente impreparata, c’è del personale inadeguato, che non può e non sa dare risposte ai cittadini. E’ impensabile – ha chiarito – che debbano essere il sindaco, gli assessori e i consiglieri a occuparsi personalmente delle buche sulle strade o di altri problemi del genere. Un’amministrazione efficiente – ha ribadito – deve poter contare su uffici che funzionino».

Dopo una breve cronistoria dei suoi venticinque anni di militanza politica, il candidato sindaco ha evidenziato le grandi problematiche che attanagliano la città e il comprensorio, spaziando su ambiente, raccolta rifiuti, sanità, porto, lavoro e legalità.

«Nel nostro movimento – ha proseguito – ci sono persone che hanno esperienza e che, sicuramente, sono capaci di affrontare le emergenze del territorio». Da parte sua Pasquale Imbalzano ha espresso piena condivisione alle linee programmatiche di Zagarella, affermando che «questo incontro serve ad aprire un nuovo confronto sul ruolo strategico di Gioia Tauro».

Dopo un breve saluto dell’ex consigliere regionale Candeloro Imbalzano, che ha posto l’accento sulle peculiarità progettuali di Area popolare, ha preso la parola il senatore D’Ascola, che si è detto d’accordo con Zagarella sulla necessità di riqualificare gli apparati burocratici. «Questo è un problema atavico – ha asserito – che riguarda tutti gli enti, soprattutto nei contesti meridionali. Qui, difetti antropologici, cioè la tolleranza di persone che non intendono prestare il servizio pubblico cui sono preposti, una certa ottusità diffusa e quant’altro, provocano disfunzioni che non possono essere più accettate. In questo senso – ha continuato – occorre una rivoluzione culturale».

D’Ascola si è poi soffermato sul ruolo dei cittadini. «Non c’è una buona amministrazione – ha sostenuto – se non c’è una cittadinanza che se la meriti». Il senatore ha insistito su questo punto, aggiungendo che «farei a meno di quei cittadini che si mettono in una posizione comoda di attesa, per vedere cosa fa un’amministrazione, per poi sparare sui primi errori, senza mai contribuire al miglioramento della città». Concludendo, il presidente della Commissione Giustizia ha voluto approfondire le ragioni per cui è nata Area popolare. «Noi – ha detto – abbiamo il pregio di colmare una lacuna presente nel panorama politico attuale e, nello stesso tempo, rappresentiamo la possibilità di godere di uno strumento che consenta un colloquio con quella parte del Paese che non va più a votare».