Commissariamento Arrical, FdI: “Strumentale protesta politica”

Versavia rincara: “I privati nella gestione del Comune sono entrati dalla porta principale accompagnati dal sindaco”

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Una strumentale protesta politica contro la privatizzazione della gestione dei rifiuti e del ciclo delle acque quella portata avanti dall’Amministrazione Tripodi atteso che “i privati nella gestione del Comune sono entrati dalla porta principale accompagnati dal sindaco” secondo Antonio Versavia di Fratelli d’Italia.

Sulla questione del commissariamento per la mancata adesione ad Arrical, i meloniani sottolineano che, secondo le indicazioni della legge istitutiva regionale, tutti i Comuni della Calabria e la Città Metropolitana di Reggio Calabria sono chiamati a parteciparvi obbligatoriamente attraverso “un consiglio direttivo composto da 40 Comuni calabresi individuati tramite elezioni” di cui anche il Comune di Polistena potrebbe far parte “se mai uscisse dall’isolamento in cui è stato condotto in questi oltre 10 anni di Amministrazioni guidate direttamente o per interposta persona dal sindaco Tripodi”

Per FdI “nessuna privatizzazione quindi ma l’estromissione dalla gestione e soprattutto dalla riscossione dei Comuni che, come Polistena, utilizzano questi servizi come leva elettorale” che cozza con la gestione quotidiana dei servizi erogati alla cittadinanza.

In particolare, il circolo punta il dito contro il servizio di raccolta dei rifiuti che – è la critica – “è in parte eseguito da ditta esterna come il noleggio dei mezzi di raccolta, la gestione del centro di raccolta è affidato a ditta esterna, la pulizia delle aree mercatali è affidata a ditta esterna, il tutto con notevoli esborsi mensili soprattutto per il noleggio dei mezzi che con i soldi spesi si sarebbero potuti acquistare”

Altro faro viene acceso sul progetto di “Ottimizzazione fasi di adduzione e distribuzione acqua potabile” per un importo di € 900.000 che – evidenziano – “dovrebbe realizzarsi in project financing, quindi con l’apporto di capitali privati, fino allo scorso anno, e ripetutamente per diverse annualità, inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche” da cui gli stessi privati avrebbero dovuto trarre “la gestione della distribuzione e quindi la riscossione delle bollette” sul servizio erogato.