Riceviamo e pubblichiamo:
Grazie alle scelte del Pd ci sono tutte le condizioni per fare una campagna elettorale intorno ai programmi per rilanciare l’amministrazione comunale, sul ruolo che Gioia Tauro deve avere nella futura Città metropolitana e nella strategia della Regione.
Il partito, grazie al coraggio politico del commissario Sebi Romeo e alla determinazione di quanti hanno deciso di tesserarsi sebbene preoccupati delle lacerazioni, ha dimostrato un profondo rispetto della democrazia e, investendo sulle primarie, ha finalmente trasformato Gioia Tauro in un caso positivo nel panorama provinciale: per primi nei Comuni dove a maggio si vota abbiamo scelto il nostro leader e per tempo possiamo completare una coalizione che dovrà essere percepita dai cittadini per quell’alto grado di coerenza politica che solo programmi condivisi e adesione al codice etico possono assicurare.
In questo senso il dialogo con le associazioni cittadine, partiti e movimenti politici consentirà di perfezionare la bozza di programma già da noi predisposta e arrivare a quella selezione naturale auspicabile, confermando il Pd quale polo di attrazione aperto alle istanze della città, ma senza prestare il fianco a tatticismi, trasformismi e politiche dei due forni.
La scelta di Alessio, a favore della quale proseguono gli attestati di stima e sostegno, consente al partito di proporre un candidato esperto, che già conosce la macchina amministrativa e le problematiche di una burocrazia comunale che non ha bisogno di false promesse, vendette, annunci di premi che con questi chiari di luna sono del tutto illusori, ma solo di organizzazione efficiente, rispetto delle regole e uguaglianza nella esaltazione della meritocrazia.
Abbiamo visto giusto quando con tenacia, sbarrando la strada alla confusione di chi voleva saccheggiare il partito, abbiamo proposto e difeso la candidatura di Alessio che è la scelta migliore anche sul piano del necessario riposizionamento della città negli assetti politico-istituzionali extra comunali.
Gioia Tauro non ha bisogno di essere difesa; sbaglia chi usa parole d’ordine populistiche e rilancia una falsa sindrome da accerchiamento che avrebbe deciso il destino del Comune e del porto negli ultimi anni.
Gioia Tauro ha bisogno di programmazione, idee chiare, impegno e soprattutto contatti politici lungimiranti e, in questo senso, l’asse che il nostro candidato ha già stabilito con il governatore Mario Oliverio diventa uno strumento prezioso per definire il nuovo ruolo della città, senza stare con il cappello in mano, ma solo rivendicando quella inclusione nei progetti regionali che fin qui il Pd cittadino ha saputo meritare. Occorre quindi dare forza alla capacità di innovarsi che ha dimostrato il centrosinistra, che ha già le idee chiare sul futuro della Città metropolitana che, mettendo da parte inutili campanilismi e gelosie, va facilitata promuovendo su larga scala forme di unione fra enti per la gestione di servizi condivisi (Trasporti, Polizia, Servizi sociali etcetc), che consentiranno di intercettare maggiori finanziamenti, razionalizzare la spesa e fornire risposte più efficienti ai cittadini.
Sbaglia chi in questi giorni propone temi vecchi, superati, non capendo che invece i cittadini hanno bisogno di una riappacificazione tra le forze politiche sulle questioni qualificanti come la sanità, il futuro del porto, l’ambiente; sbaglia chi tenta di impostare la propria campagna sui rancori personali sperando di prendere qualche voto e non accorgendosi che in tal modo il cittadino, giudice supremo della contesa, ha già ben chiare le motivazioni di ogni leader politico, il suo retroterra e la spinta sociale che lo porta a proporsi. Insistere oltre con forme sterili di contrapposizioni equivale a condannare Gioia Tauro all’immobilismo che può far comodo solo a chi, non avendo programmi per il futuro, vuole solo tirare a campare dentro una città paralizzata.
Domenico Cento
(Dirigente regionale Pd)





