Catturato a Gioia il latitante Di Marte

Era latitante dal 2015, si era sottratto all'arresto nell'operazione Santa Fè

Arresto latitante Di Marte

È stato arrestato ieri in località Ponte Vecchio a Gioia Tauro il latitante Vincenzo Di Marte.

Il 35enne è considerato un esponente di spicco della cosca Pesce di Rosarno e ha precedenti di polizia per droga.

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Era latitante dal 2015. Sì era sottratto all’arresto nell’operazione Santa Fè.

I Capi di accusa contestati hanno portato nel luglio del 2017 alla sua condanna in primo grado a 14 anni di reclusione.

Arresto latitante Di Marte
Arresto latitante Di Marte
La transnazionalità dei traffici delittuosi a cui era dedito trova ulteriore conferma in un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dall’autorità giudiziaria spagnola per reati di droga.

A individuare e catturare Di Marte sono stati i militari del Gruppo di Gioia Tauro, del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria. .

Di Marte è stato recentemente inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi insieme ad Emanuele Cosentino, latitante di Palmi arrestato in Germania lo scorso mese di marzo dai Carabinieri di Reggio Calabria.

L’esito positivo dell’operazione è stato favorito da una meticolosa e articolata attività d’indagine finalizzata alla sua cattura, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, avviata nell’ottobre 2017 e supportata da ampia attività tecnica.

Gli investigatori del Gruppo di Gioia Tauro, con il costante supporto dei militari del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e dei Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia, hanno sviluppato le prime informazioni e incessantemente monitorato lo stretto circuito relazionale dell’uomo, riuscendo ad individuare in contrada Morrone di Gioia Tauro, un’abitazione di su due livelli composta da tre unità abitative.

Di Marte è stato sorpreso all’interno dell’abitazione al piano terra dove aveva trovato rifugio da qualche giorno.

Non ha opposto alcuna resistenza. Aveva documenti di identità falsi, oltre 12 mila euro in contanti, 1 tablet e diversi telefoni cellulari.

Nell’operazione sono state arrestate per favoreggiamento personale e condotte ai domiciliari altre quattro persone che risiedono nello stabile: si tratta di due coppie di coniugi che con la loro condotta avrebbero aiutato il latitante a sottrarsi alla cattura.

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