Casa della Cultura, Ippolito: “Ranuccio e Maisano si dimettano subito”

Il consigliere comunale chiarisce la posizione del Circolo sulla vicenda della struttura chiusa il 9 Gennaio scorso

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Il coordinatore del Circolo "Armino" Pino Ippolito

“Come può il sindaco sostenere di aver avuto contezza dello stato in cui si trova la Casa della Cultura solo la sera del 9 Gennaio scorso, quando nella passata consiliatura è stato consigliere? Non era anche lui tra quei consiglieri d’opposizione che hanno fatto il sopralluogo alla Casa della Cultura, denunciando lo stato in cui versava?”

Se lo chiede, e lo chiede al primo cittadino, Pino Ippolito, consigliere di minoranza e candidato a sindaco, che interviene ancora una volta sulla vicenda che ha portato inspiegabilmente alla chiusura della struttura dedicata a Leonida Repaci.

E chiede anche, Ippolito, che il sindaco Giuseppe Ranuccio e l’assessore Wladimiro Maisano, facciano un passo indietro e si dimettano.

Parte, Ippolito, da quell’interpellanza presentata a Dicembre in consiglio comunale che è stata interpretata come un tentativo di far chiudere la Casa della Cultura per mandare in aria le iniziative proposte durante il periodo natalizio.

“L’ho già chiarito e lo ribadisco – dice Ippolito – La mia interpellanza riguardava esclusivamente il cinema “Manfroce”, non la Casa della Cultura, ed è stata posta legittimamente perché volevo sapere a che punto fossero i lavori. La risposta imbarazzata dell’assessore Maisano, alla mia domanda sullo stato dei lavori al nuovo cinema e sull’assegnazione per la gestione futura agli “Amici della Musica”, è stata che per quanto rigurda l’associazione “Amici della Musica” si tratta di una speranza, e che ogni decisione è stata assunta di concerto con il sindaco”.

Dunque la Giunta tutta era a conoscenza dell’imminente inizio della stagione invernale alla Casa della Cultura, fatto reso notorio anche dalla presenza di un botteghino per la prevendita di biglietti ed abbonamenti in piazza I Maggio, durante il mercatino natalizio.

Tra Natale e Capodanno inizia a circolare una fake news che colpisce il Circolo “Armino”, individuato quale responsabile di una richiesta di chiusura della Casa della Cultura per inagibilità dei locali. “Ci siamo trovati a dover smentire immediatamente questa notizia – spiega Ippolito – perché non avevamo e non abbiamo gli strumenti idonei a certificare l’agibilità dei locali pubblici”.

Il 27 Dicembre arriva poi la richiesta del sindaco ai responsabili comunali dei settori cultura e lavori pubblici, di redigere due relazioni sullo status della Casa della Cultura e sul suo utilizzo. Relazioni che arrivano giorno 2 Gennaio, e danno il responso che ormai è noto: la Casa della Cultura è agibile a condizione che si riduca a 200 la capienza massima e che vengano eseguiti piccoli lavori di adeguamento del valore  totale di 2500 euro.

“Lette le relazioni, il sindaco che fa? – si domanda Ippolito – Decide di chiudere la Casa della Cultura ed il Teatro all’aperto di località Motta, del quale nelle due relazioni non si è neanche accennato. Ranuccio prende una decisione tardivamente, aspetta una settimana, e solo il 9 Gennaio comunica la chiusura delle due strutture attraverso una nota stampa. Ma la cosa ben più grave è la pretesa di comunicare via Facebook la chiusura della Casa della Cultura, scambiando il social network per un albo pretorio”.

Nel video dell’11 Gennaio, poi, Ranuccio comunica di aver avuto contezza solo giorno 9 Gennaio, in tarda serata, della reale situazione in cui si trova la Casa della Cultura, e di aver deciso di chiuderla per tutelare l’incolumità dei cittadini.

“Ma come fa ad affermare ciò? – incalza Ippolito – Ranuccio nei cinque anni trascorsi è stato consigliere comunale, e la situazione della Casa della Cultura, così come quella di tutte le strutture comunali, avrebbe dovuto conoscerla prima ancora di diventare sindaco. Inoltre – aggiunge il consigliere di minoranza – Ranuccio ha fatto parte di quella minoranza che durante la sindacatura di Barone ha effettuato un sopralluogo proprio alla Casa della Cultura, certificando e denunciando lo stato in cui versava. Possibile che non sapesse?”

Alla luce di tutto questo, il consigliere Ippolito chiede al sindaco ed all’assessore alla cultura Maisano le dimissioni. “Gli amministratori seri farebbero un passo indietro davanti a tutto questo – dice Armino – Palmi ha rimediato una figuraccia internazionale, per questo chiedo al sindaco ed all’assessore Maisano di dimettersi”.