Armi siriane: il Governo conferma la scelta di Gioia Tauro

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cape rayROMA – Si è conclusa poco dopo mezzogiorno la riunione a Palazzo Chigi organizzata per approfondire la questione relativa al trasbordo della armi siriane al porto di Gioia Tauro. I sindaci di Gioia e San Ferdinando hanno ribadito al presidente del consiglio Letta e ai ministri Lupi e Orlando la propria contrari all’operazione che è stata comunque confermata. Molto meno netta la posizione assunta dal presidente Scopelliti. «Il trasferimento dei container avverrà in mare – ha dichiarato – in un raggio di sicurezza che non coinvolge il territorio. Una indicazione molto utile per i cittadini, che dà serenità e che scioglie la preoccupazione che si è vissuta in questi giorni. Le operazioni di trasbordo – ha proseguito – dureranno dalle 8 alle 14 ore, al massimo 16».

Il presidente della Giunta regionale si è poi soffermato sulle modalità con cui si è arrivati alla scelta di Gioia Tauro e ha dichiato: «C’è stata una carenza di comunicazione che va addebitata al Governo. L’esecutivo non ha saputo coinvolgere per tempo le istituzioni locali. Durante il vertice il premier ha ricordato l’impegno dell’Italia sul tema del disarmo e che il Paese dovrà fare la sua parte. Speriamo che questa operazione sia di pacificazione, che dia un segnale a livello internazionale e che accenda i riflettori sul porto di Gioia Tauro».

E proprio riguardo al rilancio del Porto, Scopelliti ha assicurato che «l presidente del Consiglio si è impegnato ad aprire un tavolo nelle prossime settimane per studiare le strategie per un vero rilancio del porto di Gioia Tauro».