Anastasi (Io resto in Calabria): «Lascio il mio primo compenso ai bisogni della sanità regionale»

Il consigliere regionale ieri ha visitato il reparto di Cardiologia del Santa Maria degli Ungheresi

ospedale di Polistena
L'ospedale di Polistena

«Alla luce di un pensare cristiano e volendo seguire l’esempio del promotore Pippo Callipo di “Io resto in Calabria”, devolverò il mio primo stipendio per i bisogni della sanità calabrese. L’augurio è che anche altri vogliano aggiungersi in questo gesto di generosità».

È quanto ha annunciato il neo consigliere regionale di opposizione Marcello Anastasi, dimostrando grande sensibilità verso i medici, gli infermieri e quanti in queste settimane sono in campo per fronteggiare l’emergenza.

«Ho voluto cogliere come occasione il giorno del mio compleanno per incontrare i medici, gli infermieri e i malati ricoverati del reparto di cardiologia dell’Ospedale di Polistena», ha proseguito Ansatasi che ieri è stato a Polistena, in Ospedale, per conoscere dai medici le reali necessità del Santa Maria degli Ungheresi.

«Nel prendere visione delle varie problematiche che mi sono state presentate dagli operatori sanitari, ho comunicato, ufficialmente, di voler economicamente provvedere personalmente a tutte le necessità del reparto di Cardiologia che mi sono state evidenziate dagli stessi addetti ai lavori – aggiunge il consigliere – Comprerò, pertanto, un importante quantitativo di dispositivi di protezione per fronteggiare l’emergenza del momento del coronavirus: mascherine FFP2; tute anticontaminazione 3 e Rischio 5 e 6 ed inoltre Gel mani disinfettante con erogatore automatico».

«Intrattenendomi nel corso della mattinata con il dottor Enzo Amodeo, primario della cardiologia, mi sono trovato a discutere di varie questioni politiche e commentare la situazione che è sotto gli occhi: ovvero quella di un sistema sanitario che arranca nel garantire, in alcuni casi, anche i servizi minimi, ponendo a rischio la salute della gente».

«Ci ritroviamo – dice il consigliere regionale Marcello Anastasi- a raccogliere i frutti mancati di quel piano di rientro sostenuto da tempo per far fronte agli errori commessi in passato da politiche schizofreniche. Ci sarebbero molte cose che oggi andrebbero riviste e corrette, i cui effetti, per certi versi, si comprende bene, avrebbero determinato risultati convenienti solo per alcuni a discapito dei molti, così andrebbero individuate le reali e nuove esigenze di una società in continuo cambiamento. Andrebbe ridiscusso il numero chiuso nelle Università per entrare in Medicina e anche il sistema pensionistico».

«Lo fanno pensare le misure straordinarie per l’assunzione di medici, infermieri e personale sanitario, compreso il richiamo dei sanitari in pensione e altre disposizioni per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale; l’esodo delle figure mediche, soprattutto degli ospedali che continuano a rappresentare i luoghi dove il rischio clinico e l’impegno professionale crescono in maniera esponenziale».

Il consigliere prosegue: «Oggi, una volta che ci si è accorti di certi errori e si chiede ai medici di poter andare in pensione a settant’anni e quanti sono già andati in quiescenza addirittura a ritornare in servizio per garantire le loro prestazioni, ovviamente a costi zero. Situazioni davvero paradossali – prosegue il consigliere regionale di “Io resto in Calabria”, elogiando i medici in servizio che  «compiono eroicamente tutte le prestazioni e a volte, incorrono purtroppo anche in incresciose vertenze medico legali che, quasi sempre , si concludono con sentenze a loro favorevoli. In un momento altamente di drammatica emergenza, come quello che viviamo – conclude Anastasi – conviene che tutti si facciano promotori di azioni che aiutino a garantire un clima di serenità utile agli operatori sanitari costretti a lavorare in contesti di facile contagio».