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Gioia, Federazione popolare punta sulla grande coalizione

La formazione centrista è formata dal Cdu, dal gruppo proveniente dal Centro democratico e da Carmelo Cedro di Alleanza democratica

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da sinistra Riotto, Cananzi, Cedro, Altomonte e Gullace
da sinistra Riotto, Cananzi, Cedro, Altomonte e Gullace

Si chiamerà federazione popolare la lista in corsa alle prossime comunali a Gioia Tauro in cui confluiranno gli esponenti del Cdu, il gruppo proveniente dal Centro democratico e Rocco Cedro di Alleanza democratica.

La formazione centrista sta partecipando agli incontri della grande coalizione.

L’utima riunione si è tenuta proprio nella sede del Cdu e da quanto è emerso nella conferenza stampa di ieri, erano presenti Alessandro Cavallaro di Forza Italia, Renato Bellofiore di Fare con Tosi, Nicola Pulimeni e Salvatore Allera di Fratelli d’Italia, Raffaele D’Agostino, Giuseppe Cammareri, Totò Parrello e alcuni esponenti dell’area che fa capo a Rosario Schiavone che non era presente perchè fuori Gioia.

«A mio parere – ha detto Massimo Cananzi – è necessario trovare una figura politica che lavori per il bene di Gioia Tauro. L’unico obiettivo è quello di fare qualcosa per il paese e dimostrare che non è tutto ndrangheta». L’esponente del Cdu si è soffermato sull’attuale situazione all’interno del palazzo comunale: «Il Comune deve essere formattato, è necessario resettare e risistemare tutto. Se non si parte da questo, chiunque sarà il nuovo sindaco farà cilecca». Tra le priorità della federazione popolare, rappresentata al tavolo anche da Cedro, Altomonte, Riotto e Gullace, il varo di un programma che preveda «progetti semplici e immediatamente fattibili».

Lo scoglio su cui potrebbe incaglarsi la nuova coalizione è costituito dal nome del candidato a sindaco e la questione probabilmente andrà risolta nelle prossime ore.

«Stiamo promuovendo la linea del dialogo e per ora non sono emersi i nomi. In questi giorni però bisogna trovare il candidato».

Ed è sempre Massimo Cananzi a sottolinare come il programma sia più importante dei singoli nomi. «Dobbiamo puntare sulla squadra, a mio parere potremmo individuare una rosa di 5 o 6 nomi adatti a essere candidati, metterli in un bussolotto ed estrarre a sorte il nome di chi avrà il compito di essere la guida del nostro schieramento».

L’idea delle primarie, lanciata da Fratelli d’Italia (leggi l’articolo), convince invece poco l’esponente democristiano: «Oggi – ha detto – mi sembra tardi e quindi non le vedo. Probabilmente andavano proposte e fatte tempo fa».

Riotto ha dettato ancora una volta le sue condizioni, probabilmente deluso dall’esperienza delle comunali del 2015, all’interno della coalizione guidata da Giuseppe Pedà: «viste le esperienze già vissute – ha detto – è bene che il nostro schieramento lavori per evitare ogni forma di protagonismo. Chi fornisce un contributo deve svolgere un ruolo al pari degli altri».