
GIOIA TAURO (22 luglio 2011) – E’ in corso da questa mattina, un presidio (segui in tempo reale) di protesta al quadrivio “Sbaglia” da parte delle famiglie e delle aziende colpite, lo scorso 2 novembre, dall’esondazione del fiume Budello. Protestano per ottenere l’avvio dei lavori di messa in sicurezza del torrente e l’erogazione dei risarcimenti per i danni subiti.
Temono una nuova inondazione del Budello e per questo hanno deciso di andare avanti nella protesta a oltranza. Sono partiti in corteo dal rione Tre Palmenti, alle 9 di stamattina, con l’intenzione di occupare la stazione ferroviaria. Hanno poi optato per il blocco stradale e dalle 10 e 30 un centinaio di persone ha occupato il quadrivio Sbaglia, sotto il sole cocente.
Ci sono le famiglie alluvionate ma anche tanti imprenditori che hanno subito danni ingenti e che ancora non sono riusciti a far ripartire la propria azienda. Alcune donne ci hanno manifestato il loro timore per le case e le famiglie, paura che aumenta ogni sera prima di andare a dormire. Freschi ancora i ricordi dello scorso novembre, dell’acqua alta nelle case oltre il metro e settanta, come ci ricorda la Signora Annamaria. Forte la rabbia nei confronti di chi oggi non era presente, soprattutto nei confronti della politica, e dei sindacati che, come ci dice la Signora Anna, non sono presenti come si sperava.
Le assenze pesano e non mancano le congetture e i commenti amari. «Al momento delle elezioni – ha detto una signora – tutti hanno promesso di impegnarsi, a distanza di pochissimo tempo hanno già deluso le nostre aspettative».
«E’ dallo scorso novembre che non entro a casa mia – racconta Nadia Bombardiere, abitante di Valleamena,- al momento, io, mio marito e mie tre bambini, siamo in affitto presso una casa che ci è stata assegnata. Peccato- aggiunge – che presto ci sfratteranno perché la Regione che avrebbe dovuto pagare l’affitto, non l’ha fatto. Stiamo cercando di mantenere la calma ma è la quarta volta che la nostra casa viene colpita dall’alluvione e oggi pretendiamo certezze».
Tutti hanno voglia di parlare, di raccontare la loro storia. Francesco Pelaia gestiva un’azienda che opera nel campo dell’arredamento, dopo l’alluvione l’attività è rimasta chiusa. «L’azienda non può ripartire – ci ha detto – gli operai sono in cassa integrazione. Siamo fermi e oltre al risarcimento dei danni, è per noi fondamentale ottenere la sicurezza che il fiume non esondi più. Non possiamo permetterci di bissare il dramma dello scorso anno».
Pensavano di essere di più e di avere la solidarietà del resto della città . Si sentono soli, ma questa volta la determinazione sembra più forte dello scoramento. Daniela Crea, Presidente del comitato “Valleamena”, ci saluta con una frase che non lascia spazio ai dubbi: «Andremo avanti fino a quando i nostri problemi non saranno risolti».
Angela Angilletta





