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Morte Maria Concetta Cacciola, Vittorio Pisani si pente e decide di collaborare con la Procura di Reggio Calabria

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PALMI – Quella condanna a 4 anni e 6 mesi era come un macigno sulla sua coscienza. Accuse pesanti, di concorso in violenza privata e minaccia per costringere a commettere un reato al fine di far ritrattare alla testimone di giustizia, Maria Concetta Cacciola, le dichiarazioni rese ai magistrati dell’antimafia di Reggio Calabria.

Così Vittorio Pisani, avvocato finito in questa triste storia, ha deciso di collaborare con la Procura di Reggio Calabria, diventando collaboratore di giustizia.

La notizia è stata diffusa questa mattina dal quotidiano Il Garantista; a comunicarlo è stato il pubblico ministero Giovanni Musarò ieri, al termine dell’udienza del processo ad un altro avvocato coinvolto nella vicenda, Gregorio Cacciola.

Pisani e Cacciola sono finiti in carcere a febbraio di quest’anno, accusati di concorso esterno in violenza privata e minaccia, aggravato dall’aver favorito la cosca Bellocco; nell’operazione denominata “Onta” sono finiti in manette i genitori ed un fratello di Maria Concetta Cacciola. Al termine del processo di primo grado celebrato con rito abbreviato il Gup del Tribunale di Reggio Calabria ha condannato a sei anni e sei mesi  Michele Cacciola, padre di Maria Concetta, cinque anni e otto mesi il fratello Giuseppe, a quattro anni e dieci r la madre Anna Rosalba Lazzaro e quattro anni e sei mesi l’avvocato Vittorio Pisani.  Gregorio Cacciola ha invece scelto il rito ordinario ed è a processo attualmente dinanzi ai giudici del Tribunale di Palmi.

Musarò ha informato il Tribunale di Palmi che depositerà i verbali contenenti le dichiarazioni che Vittorio Pisani ha reso alla Procura a partire dall’8 settembre, giorno in cui ha iniziato la collaborazione.

C’è dell’altro, perché l’antimafia reggina per testare l’attendibilità di Vittorio Pisani ha chiesto ai militari dell’Arma di svolgere attività investigativa aggiuntiva, che si è conclusa il 5 novembre scorso e che trova pieno riscontro nelle parole del nuovo collaboratore di giustizia.

cacciolaLa testimonianza di Pisani – ha riferito Musarò – riguarderà l’episodio chiave strettamente legato alla morte di Maria Concetta Cacciola, vale a dire la registrazione del nastro – avvenuta nel suo studio in presenza dei familiari della donna e dell’avvocato Gregorio Cacciola, cugino di Maria Concetta – in cui la donna diceva che quanto riferito alla Procura di Reggio durante il periodo della collaborazione era falso.

Ma, ha lasciato intendere Musarò, potrebbe esserci dell’altro; Pisani potrebbe aver detto qualcosa in più sulla storia della morte di Maria Concetta Cacciola e sui Bellocco.

Trema il collega Gregorio Cacciola, trema la cosca Bellocco.

Vittorio Pisani e la famiglia sono entrati in un programma di protezione per timore di ritorsioni.