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Gioia: Il dissesto geo-idrologico dopo quattro anni dall’alluvione

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alaga 2GIOIA TAURO – A distanza di quattro anni esatti dall’alluvione che ha scritto una pagina della storia di Gioia Tauro, il dissesto geo-idrologico diventa una tematica di cui si discute spesso.

E anche l’Alaga, associazione di volontariato che opera sul territorio pianigiano ormai da diversi anni, presta la sua sede, un bene confiscato alla criminalità organizzata, per approfondire l’argomento.

Dopo i saluti del vicepresidente Pasquale Macrì, introdotto dalla moderatrice e socia Graziella Carbone, venerdì scorso all’iniziativa si sono susseguiti diversi interventi, fatti da esperti del settore, alla presenza tra gli altri dei ragazzi dell’Istituto “Severi” e del Liceo linguistico “Giovanni paolo II” di Gioia Tauro.

Il riferimento da parte dei relatori è andato quasi sempre al 2 novembre del 2010. Le immagini di quella giornata lasciano il segno anche a distanza di tutto questo tempo, e soprattutto per i ragazzi rappresentano la percettibilità del pericolo che la natura può rappresentare se trattata male dall’uomo.alaga 1

E’ di prevenzione infatti che si è parlato al convegno dal titolo “Custodi del creato o responsabili del suo dissesto?”.

Una domanda la cui risposta è quasi scontata purtroppo. Ma che dovrebbe servire per incentivare il senso civico e morale dell’uomo da cui dipende il proprio destino.

Significativi dunque gli interventi di Vincenzo Tripodi, ricercatore dell’Igag Cnr Roma, Maria Caterina Gattuso, Legambiente Calabria, e Angela Nicoletta, Lavori pubblici del comune di Gioia Tauro.

Presente all’iniziativa anche il consigliere provinciale Rocco Sciarrone. “Siamo abituati a vedere l’Alaga impegnata nel sociale. – ha detto – Oggi si occupa di dissesto geo-idrologico. È il terzo convegno che organizziamo con i fondi provinciali.”

Non poteva mancare da parte sua un riferimento al fiume Budello. “Il prossimo 7 novembre verrà il presidente Renzi per l’inaugurazione dei lavori. – ha detto – Il nostro intento è quello di investire nella prevenzione”.

Eva Saltalamacchia