Zona rossa in Calabria, Dario Costantino: «Spirlì ci dica cosa sta succedendo»

La riflessione dell'ex democrat

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Nino Spirlì
Nino Spirlì

Di Dario Costantino* – Stando alle indiscrezioni di queste ore, la Calabria rischia di diventare Zona Rossa. È lecito chiedere al Governo regionale di spiegarci cosa succede?

E magari Spirlì, questa volta, eviti di giocare allo scaricabarile. Sarebbe gradevole che convocasse una conferenza stampa per dare conto della situazione reale, senza l’inutile propaganda degli ultimi giorni.

Anche perché non ha senso incolpare gli altri e chiedere allo stesso tempo unità e solidarietà nei propri confronti.

In attesa che Spirlì ci spieghi che cosa accade, ho dato ancora un’occhiata ai dati Calabresi. Se avete un po’ di pazienza, li leggiamo insieme:

Stando ai numeri, ci sarebbero enormi differenze fra la situazione calabrese e quella di Lombardia e Piemonte, le altre due regioni a rischio. Ufficialmente – sottolineo ufficialmente – la popolazione attualmente positiva al Covid in Calabria è relativamente più bassa rispetto alle due regioni settentrionali. In Lombardia e Piemonte il numero giornaliero di positivi rispetto ai tamponi è del 19%, mentre in Calabria è all’11%. Siamo in attesa dei nuovi dati sull’indice Rt, ma la situazione sembra apparentemente simile ad altre regioni, se non addirittura al di sotto delle due sopracitate. Anche la percentuale di posti letto occupati nelle terapie intensive in Calabria è al momento – e speriamo ancora a lungo – al di sotto del fatidico 30%. Dov’è il problema allora? La Calabria continua a fare meno tamponi rispetto alla media nazionale e abbiamo ancora troppi pochi posti in terapia intensiva rispetto alla popolazione. Al momento sono ancora 152 (ovvero 0,07 ‰ posti letto/popolazione contro lo 0,13‰ del Piemonte). Spero sia un caso, ma so di diverse persone sintomatiche, in quarantena, che lamentano di non aver ricevuto il tampone da almeno una settimana.

Tutto questo potrebbe significare che il sistema di tracciamento dei contagi e dei rispettivi contatti è in difficoltà o non più efficace. E quindi, paradossalmente, il rischio per la sanità calabrese potrebbe essere alto perché a fronte dei pochi posti letto disponibili, c’è un sistema di tracciamento insufficiente.

Non lo dico per fare polemica o generare caos. Al contrario, penso che cittadini, forze politiche e sociali in questa fase debbano dimostrarsi uniti, specialmente perché ci sono donne e uomini che rischiano la vita per tutelarci.

Nonostante ciò, penso sia dovere di un governo regionale dire ai propri cittadini non sta funzionando, qual è la situazione reale oggi e cosa sta facendo per rimediare.

Non pretendo la presenza mediatica di altri presidenti di regione che stanno abusando di dirette, tweet e conferenze stampa, ma una chiara e veritiera comunicazione ai cittadini sì. Anche perché – ripeto – i comunicati stampa trionfalistici e lo scaricabarile fanno solo perdere di credibilità a tutto il sistema regionale.

* Ex Direzione Nazionale del Partito Democratico