La Varia di Palmi, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità e simbolo identitario della città, continua a vivere una fase complessa sul piano amministrativo e finanziario. Le difficoltà affondano le radici nella costituzione della Fondazione Varia, voluta dall’amministrazione a guida Ranuccio, che avrebbe dovuto garantire una gestione più stabile e moderna del rito. La realtà, però, è stata segnata daavvicendamenti continui ai vertici, tensioni interne e soprattutto da un debito rilevante maturato nell’edizione 2023, definito da più fonti come un disavanzo “monstre”.
Secondo stime ufficiose, quel debito risulta ancora oggi consistente, tale da rappresentare un rischio concreto per la tenuta dell’Ente. Una situazione che ha inciso sulla governance e che ha generato un clima di incertezza proprio mentre la città si avvicinava alla tornata elettorale.
In questo contesto, il Consiglio di amministrazione – nominato dall’amministrazione uscente in piena campagna elettorale – ha approvato un’operazione volta a rafforzare il fondo di dotazioneattraverso laregistrazione e la valorizzazione economica del marchio “Varia”. L’incremento del fondo, che sembrerebbe essere passato da 92mila a 200mila euro, consente alla Fondazione ditamponare i rischi legati alla patrimonializzazione, evitando nell’immediato l’ipotesi di una chiusura per insufficienza patrimoniale.
Si tratta però di un intervento che, pur significativo sul piano formale, non affronta il nodo principale: il debito reale accumulato. L’operazione, infatti,non genera liquidità immediata, elemento indispensabile per far fronte alle obbligazioni pregresse e per programmare con serenità le attività future.
Con l’insediamento della nuova amministrazione comunale, sarà ora il sindaco appena eletto a dover affrontare la questione. Certamente l’attuale CdA sarà chiamato ad illustrare nel dettaglio al socio di maggioranza le operazioni compiute e la bontà del percorso intrapreso per riequilibrare i conti. Sarà poi la nuova guida politica della città a dover valutare se confermare l’impostazione attuale, modificarla o intervenire con ulteriori misure.
La Varia resta un patrimonio culturale e comunitario di valore inestimabile. Ma la sua tutela passa oggi attraverso una ricostruzione trasparente dei conti, una governance stabile e un piano credibile di rientro dal debito. La registrazione del marchio rappresenta un passo nella direzione della valorizzazione; la sfida, ora, è trasformare questo segnale in unpercorso strutturale di risanamento, capace di restituire alla Fondazione la solidità necessaria per garantire il futuro del rito.





