Com’era ampiamente prevedibile il nuovo Consiglio metropolitano è stato un affaire del centrodestra che su 14 consiglieri ne porta a casa ben 10. Quattro le liste concorrenti di cui 3 in capo al centrodestra ed 1 al centrosinistra che ha espresso 4 consiglieri di minoranza.
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A fare la parte del leone la lista “Patto dei territori” che ha ottenuto ben 5 consiglieri: Domenico Maio, consigliere comunale di Locri (5327 voti ponderati); Gianpietro Scarfò, consigliere di Laureana di Borrello (5028 voti ponderati); Fiorentino Riganò, consigliere di Oppido Mamertina (4979 voti ponderati); Pierpaolo Zavettieri, Sindaco di Roghudi (4503 voti ponderati) e Chiara Luccisano, consigliere comunale di Rizziconi (4452 voti ponderati). Ancora, il centrodestra forzista ha incassato un filotto di sindaci: Pasquale Brizzi, Sindaco di Sant’Ilario dello Ionio e Giuseppe Roberto Vizzarri, sindaco di San Roberto entrambi con 4991 voti ponderati; Francesco Malara, Sindaco di Santo Stefano in Aspromonte (4390 voti ponderati) e Giovanni Verduci, Sindaco di Motta San Giovanni (4286 voti ponderati). Entra in consiglio per i Moderati del Centrodestra anche Marco Giuseppe Caruso, sindaco di Molochio (3001 voti ponderati). La lista del centrosinistra “I Progressisti” con il 26,57% dei voti ponderati ottiene 4 seggi: Domenico Mantegna, Sindaco di Benestare (4793 voti ponderati); Rocco Repaci, Sindaco di Campo Calabro (4205 voti ponderati); Carmelo Versace, Consigliere di Reggio Calabria (4189 voti ponderati) e la consigliera di comunale di Siderno Vittoria Luciano (4126 voti ponderati).
«Sono molto contento perché ancora una volta stravinciamo le elezioni perché su 14 seggi ne conquistiamo 10 e io anche come segretario regionale di Forza Italia sono ancora più contento perché dei 10, 7 sono attribuiti a Forza Italia» ha dichiarato poco dopo la mezzanotte a urne chiuse ma ancora calde il sindaco metropolitano Francesco Cannizzaro. «Ma il dato più significativo, quello che per me conta molto di più, è che quello che abbiamo detto abbiamo fatto – ha continuato – perché Reggio per la prima volta nella storia ha un Consiglio metropolitano composto da solo membri provenienti da tutta l’area metropolitana. Non è più un Reggio Centrico, come è giusto che sia. Ancora una volta quello che abbiamo detto abbiamo fatto e tra qualche giorno vi svelerò anche chi sarà il nuovo mio vicesindaco alla città metropolitana».
Nelle tre le sezioni circoscrizionali allestite si è comunque registrata un’altissima affluenza dell’elettorato passivo (composto, lo ricordiamo da soli sindaci e consiglieri comunali dell’area reggina) con un’affluenza del 94,08% con 1080 votanti su 1148 aventi diritto che si sono recati alle urne allestite a Reggio, Palmi e Locri. L’affluenza più alta al seggio di Reggio (95,99%), seguito da quello di Palmi (94,24%) e poi Locri (92,84%). In questo contesto, che rinnova la rappresentanza politica dell’area metropolitana in seno al Consiglio, vi sono da evidenziare, in particolare per l’area del centrosinistra, alcuni spunti interessanti di riflessione. Resta fuori dal Consiglio, per 75 di voti ponderati, Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni che stacca di 1462 voti ponderati il primo cittadino di Cinquefrondi e consigliere metropolitano uscente Michele Conia arrivato sesto (2589 voti ponderati) e poi, l’unico rappresentante del Partito Democratico eletto è stato il consigliere reggino Carmelo Versace, già, sindaco metropolitano facente funzioni uscente, segno evidente di una conclamata debolezza dei democratici anche in questa tornata e indice del fatto che la partita per il rinnovo si è giocata quasi interamente nel campo del centrodestra.








