PALMI – Torna agli arresti domiciliari l’imprenditore gioiese Teodoro Mazzaferro. Ieri il tribunale collegiale presieduto dal giudice Concettina Epifanio ha ritenuto che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte anche con gli arresti domiciliari, perchè l’applicazione del braccialetto elettronico permette “di esercitare un controllo maggiore sulla persona dell’imputato”. La notizia è stata pubblicata questa mattina da Ivan Pugliese su Gazzetta del sud.
Il tribunale ha accolto l’istanza presentata dai legali di Mazzaferro, Guido Contestabile e Domenico Putrino anche se il pubblico ministero si era detto contrario alla richiesta dei domiciliari. Nel motivare la decisione è stata ribadita “la gravità indiziaria” nei confronti dell’imputato e si è deciso di “far luogo all’attenuazione del regime cautelare in considerazione dell’affievolimento delle esigenze cautelari di eccezionale rilevanza che avevano giustificato l’aggravamento dell’originaria misura degli arresti domiciliari”.
Teodoro Mazzaferro, 77enne di Gioia Tauro ma residente alla Tonnara di Palmi, era in carcere dall’inizio di gennaio quando era stato stabilito un aggravamento della misura cautelare. L’imprenditore immobiliare era ai domiciliari dal dicembre del 2014 quando era stato arrestato con l’accusa di porto, detenzione e occultamento di armi comuni e da guerra.
Le indagini su Teodoro Mazzaferro
Nel corso delle indagini, i carabinieri, avevano collegato Teodoro Mazzaferro a nove episodi diversi di detenzione, porto e occultamento di armi.
In un terreno situato in contrada Guardiola a Gioia Tauro, i militari avevano trovato 250 proiettili 9×19 parabellum e un fucile mitragliatore smontato mentre in un muro a secco facente parte di una delle lottizzazioni di Mazzaferro, nei pressi dell’ospedale di Gioia Tauro, era stata trovata un pistola 7.65.
Gli episodi contestati risalgono al periodo che va dal giugno al luglio del 2013.
«Le lunghe attività d’indagine – scrissero il giorno dell’arresto i carabinieri in una nota per la stampa – hanno dimostrato la dimestichezza dell’anziano imprenditore gioiese, spesso sfiorato da altre attività d’indagine, a tutto ciò che aveva a che fare con le armi clandestine».




