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Tirocinanti calabresi ancora col fiato sospeso

Remote, ancora oggi, le possibilità di una contrattualizzazione

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«L’assessore al lavoro calabrese Fausto Orsomarso continua con la promessa di risolvere la nostra vertenza in ottica di contrattualizzazione dopo anni e anni di tirocinio presso enti pubblici, privati e ministeri (Giustizia, Miur, Mibact) ma ad oggi non si è visto nulla di concreto».

Sono le parole dei tirocinanti calabresi, circa 7000, il cui futuro lavorativo rimane una grossa incognita, non avendo ad oggi la certezza di un contratto di lavoro nonostante gli anni di lavoro in enti pubblici.

«La piaga del precariato in Calabria ha da anni raggiunto radici solide e difficili da estirpare soprattutto se a questa problematica si aggiunge quel totale disinteresse da parte della classe politica locale e non e da parte delle principali istituzioni nel trovare opportune soluzioni», proseguono i tirocinanti in una nota stampa.

«Siamo persone manipolate dal politico di turno per fini elettorali e pertanto usati come semplice bacino di voti – aggiungono – Siamo madri e padri di famiglia (di cui molti con famiglie monoreddito) tenuti da mesi “con la canna del gas” dall’assessore al lavoro calabrese Fausto Orsomarso con la promessa di risolverne la vertenza. Per nulla esaustivo si è rivelato l’operato delle tre sigle sindacali calabresi (Uil, Cisl e Cgil). Pertanto si tratta di una situazione alquanto spiacevole quella che viviamo quotidianamente. Allo stato attuale non esiste “sulla carta” quella prospettiva di contrattualizzazione che garantisca una seppur minima e dignitosa esistenza di vita per i circa 7.000 tirocinanti calabresi (prossimi alla scadenza dei tirocini stessi e con il rischio concreto di ritrovarsi seriamente sulla strada e nella totale disperazione».