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“Spero che a livello burocratico non verremo trattati da stranieri”

Alcuni ragazzi della Piana che vivono in Gran Bretagna hanno raccontato a Inquietonotizie come stanno vivendo la Brexit. Francesco Crea è di Gioia Tauro e vive da quattro anni a Londra

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Da venerdì mattina sui siti di tutto il mondo si susseguono le analisi sul referendum che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dalla Unione Europea. Inquietonotizie ha deciso di contattare alcune tra le tante persone della Piana di Gioia Tauro che da anni vivono in Gran Bretagna per conoscere il loro punto di vista su quanto accaduto.

Dopo Valentina Amuso abbiamo fatto una chiacchierata con Francesco Crea, un trentenne di Gioia Tauro che da quattro anni vive a Londra e lavora nel settore alberghiero.

Francesco stamattina Londra si è svegliata con l’esito del referendum che tutti conosciamo; qual è stata la tua prima impressione, da un punto di vista interno e prettamente londinese.
Londra in questo momento è in subbuglio, questo giorno rimarrà nei libri di storia. Lavoro in un albergo e incontro persone provenienti da qualsiasi parte della nazione. In tanti sono scioccati, amareggiati e increduli. Alcuni sono felici anche non sapendo le cosneguenze della scelta effettuata, alcuni non hanno ben chiaro per cosa si sia realmente votato.

Credi che la gente non abbia capito realmente la portata del referendum?
Considera che siamo stati letteralmente assaliti da volantini casa per casa, con i pro e contro del sì e del no. Ma la gente ancora non ha capito realmente. Forse ancora nessuno di noi ha capito cosa effettivamente cambierà nei prossimi mesi.

Gli italiani come te che vivono a Londra come hanno vissuto questo referendum? Temete conseguenze per voi che vivrete in un paese non più come comunitari ma da stranieri?

Da qualche sms scambiato con amici ho intuito che non c’è ancora la percezione piena di quello che accadrà. In me c’è timore che possiamo essere trattati solo a livello burocratico da “stranieri” e con tutto ciò che comporta, qualcosa in più da pagare e lunghe attese. Non credo che saremo mandati via ma siamo tutti in attesa di vedere cosa accadrà.

Vivi a Londra da diversi anni cosa ti piace e cosa ti manca dell’Italia?
Mi trovo bene e sono perfettamente integrato ma ho avuto anche io i miei “momentacci”, quelli in cui vuoi tornare a casa al sole, al mare, al buon cibo ma alla fine ti ci abitui, ci convivi, cresci e impari tanto. Lavoro da quasi due anni in un albergo, gestisco tutto il personale  e sono pronto ad essere promosso ancora, e se c’è una cosa che amo dell’Inghilterra è la meritocrazia!