“Saluti da San Ferdinando”: il progetto candidato a Countless Cities, la Biennale delle città del mondo

L'iniziativa è di un gruppo di cittadini

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Un gruppo di cittadini attivi di San Ferdinando ha candidato il centro costiero tirrenico alla seconda edizione di “Countless Cities”, la Biennale delle Città del Mondo sorta da un’iniziativa di “Farm Cultural Park”, la galleria di arte diffusa che in pochi anni ha trasformato Favara, una periferica cittadina in provincia di Agrigento, in un centro propulsore internazionale di rinascita urbana mediante la creatività e i linguaggi contemporanei, ma anche in un’attrazione turistica mondiale da sessantamila visitatori l’anno.

“Countless Cities” coinvolge artisti, creativi, architetti e fotografi che con diversi approcci e linguaggi raccontano non solo le città, ma anche le buone pratiche e le idee innovative che contribuiscono a renderle speciali. I tre temi principali di questa seconda kermesse mondiale, che si svolgerà a Favara dal 26 marzo 2021 al 16 gennaio 2022, saranno la diversità abitativa, la buona imprenditoria e la rinaturalizzazione del paesaggio urbano.

San Ferdinando si è candidata con “Saluti da San Ferdinando”, un progetto che attraverso vari scatti fotografici di ieri e di oggi, vuole raccontare il viaggio nella sua storia dell’ultimo cinquantennio.

Una storia di mancate promesse, di stupri del territorio, di intelligenze oppresse, di cultura taciuta, ma nella quale, oggi, vengono anche coltivati semi di resilienza da parte di cittadini motivati dalla ricerca del bello e dalla ricostruzione consapevole della propria identità individuale, territoriale e culturale.

Così si è giunti alla trasformazione del paese in un laboratorio di difesa e cura degli spazi urbani e di rinaturalizzazione dell’ambiente per il miglioramento della qualità di vita: sono innumerevoli le attività, molte di respiro internazionale, che in questo momento rendono San Ferdinando luogo di sperimentazione e di coinvolgimento forte delle migliori energie

La speranza di questo progetto, tra l’altro, è quella di dare voce, attraverso la propria esperienza, a tutte le San Ferdinando del mondo, cioè a tutte quelle comunità isolate e periferiche nelle quali, nonostante lo sviluppo sia stato negato, si può sostenere una rigenerazione consapevole e partecipata dal basso.

Luca Gaetano, tra i promotori dell’iniziativa nonché membro della amministrazione comunale, dichiara: “San Ferdinando, per usare la teoria coniata da Marc Augé, può essere definito un “non luogo”, ovvero un sito che per definizione è privo di identità;  la sfida è quella di operare un cambiamento che, attraversando criticamente la storia e la cronaca, possa trasformare la realtà urbana attraverso la riconquista del territorio e che possa, allo stesso tempo, ridefinire l’identità di San Ferdinando nella dimensione globale e contemporanea.

San Ferdinando vuole uscire dalla narrazione del “Sud non ancora Nord”, per dirla con Franco Cassano, e aspira a essere semplicemente se stessa, con una riconoscibilità chiara che ne valorizzi le incredibili risorse.” 

Il team che ha avanzato la candidatura è composto da Luca Gaetano, Simona Lombardo, Rosamaria Lojacono, Isabella Barbalace, Raffaele Gaetano e Armando Bevilacqua.

Tra i partner di progetto si contano realtà locali, come il Comitato 7 agosto ed Ecowalk San Ferdinando, ma anche fondazioni europee tra cui l’Innovation in Politics Institute di Vienna e startup internazionali come Snuffit che ha scelto San Ferdinando per testare un progetto innovativo sviluppato con il CNR. Infine, un vasto gruppo di giovani di talento, già coinvolti nel servizio civile, sta lavorando assieme ai loro coetanei in tutta Europa alle buone pratiche di “We Drive Local Action.”

La platea dei partner è destinata crescere: il progetto è aperto a chiunque voglia cogliere il senso di una sfida che si fonda sulla cooperazione e sulla condivisione di obiettivi per il bene comune.