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Rosarno, immagini deepfake di minorenni diffuse sui social: sgomento in città. L’appello del parroco: “Ricostruiamo insieme una comunità educante”

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Un grave episodio ha scosso la comunità di Rosarno, dove un gruppo di ragazzi ha diffuso sui social immagini di coetanee minorenni manipolate digitalmente e sovrapposte a corpi nudi. Un fatto che ha generato sconcerto e indignazione, riportando al centro dell’attenzione il tema dell’uso distorto delle tecnologie e della tutela dei minori.

La vicenda, emersa negli ultimi giorni, ha immediatamente suscitato reazioni da parte delle famiglie, delle istituzioni e del mondo ecclesiale. Tra le prime voci a intervenire, quella del parroco della chiesa matrice, don Salvatore Larocca, che ha affidato a un messaggio pubblico la sua riflessione su quanto accaduto.

«È inammissibile – ha scritto – che la dignità di ragazze minorenni venga messa al pubblico ludibrio da ragazzi senza educazione e formazione». Il sacerdote ha definito l’episodio «una terribile violenza», sottolineando come l’uso improprio di strumenti digitali, compresa l’intelligenza artificiale, possa trasformarsi in un mezzo di denigrazione e offesa.

Nel suo intervento, don Larocca ha rivolto un pensiero alle giovani vittime e alle loro famiglie, esprimendo «piena solidarietà» e invitandole a non sentirsi sole. Allo stesso tempo, ha rivolto un appello ai responsabili dell’azione, affinché prendano coscienza della gravità del gesto e delle conseguenze che esso comporta per l’intera comunità.

Il parroco ha poi allargato lo sguardo al contesto educativo, richiamando la necessità di un impegno condiviso: «Alle istituzioni e alle associazioni impegnate in campo educativo chiedo di mettersi in rete per un lavoro unico e serio. La frammentazione porta a generare eventi spiacevoli come questo». Un invito che riguarda anche la scuola, definita «palestra privilegiata di educazione culturale, professionale e umana», chiamata a collaborare per costruire percorsi credibili di prevenzione e crescita.

Accanto alla voce della Chiesa, è arrivata anche quella dell’amministrazione comunale. Il sindaco Pasquale Cutrì, il presidente del Consiglio comunale Antonio Rachele e i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza hanno espresso «profondo sgomento e ferma condanna» per l’accaduto, manifestando vicinanza alle ragazze coinvolte.

Il Comune ha inoltre comunicato di essersi già attivato attraverso i Servizi Sociali, mettendo a disposizione psicologi, assistenti sociali ed educatori professionali per sostenere le minori e le loro famiglie, garantendo interventi tempestivi e coordinati anche in collaborazione con le scuole.

La vicenda ha aperto un dibattito più ampio sulla responsabilità nell’uso delle tecnologie, sulla prevenzione e sulla necessità di un’azione educativa che coinvolga famiglie, istituzioni, scuola e realtà associative.

In una comunità scossa e ferita, il messaggio che emerge è chiaro: serve un impegno collettivo per proteggere i più giovani, promuovere il rispetto e ricostruire un clima di fiducia. Come ha ricordato don Larocca, «nessuno può togliere la dignità al proprio fratello o alla propria sorella».