I giovani del Piria di Rosarno al Festival dell’editoria e del giornalismo emergente FEGE :Attestazione di merito alla Preside Russo Sono stati gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore Raffaele Piria di Rosarno, rappresentato dalla Dirigente Mariarosaria Russo, a lasciare un segno concreto e tangibille nell’ottava edizione del FEGE – Festival di Editoria e Giornalismo Emergente, svoltasi a Terni dal 26 al 29 marzo 2026. Le classi 2B e 3B del Liceo delle Scienze Applicate, insieme a una rappresentanza della 1E del Liceo Linguistico, coordinate dai professori Eleonora Contartese e Salvatore Macrì, hanno preso parte attiva ai lavori del festival, distinguendosi per capacità di analisi, spirito critico e qualità degli interventi. Un’esperienza formativa pienamente vissuta: i ragazzi hanno animato il confronto con domande puntuali e tutt’altro che scontate, affrontando nodi centrali del giornalismo contemporaneo come la libertà di stampa, i vincoli editoriali, il rapporto tra informazione e potere e l’impatto sempre più pervasivo dei social media nella costruzione della notizia. Momento di particolare rilievo è stato il dialogo diretto con Alessandro Sallusti, figura tra le più influenti del panorama giornalistico nazionale. Direttore noto per il suo stile deciso e per posizioni spesso controcorrente, Sallusti ha offerto agli studenti uno spaccato concreto delle dinamiche interne al sistema dell’informazione, soffermandosi sulle responsabilità del giornalista, sui limiti imposti dal contesto editoriale e sulla necessità di difendere, oggi più che mai, un’informazione libera ma consapevole. “Le notizie sono come una pistola: se sono in buone mani sono un bene per la democrazia e per la collettività, in mani “interessate” sono invece un pericolo per la democrazia. I giornalisti non sono educatori, la notizia è un pezzo di verità, la verità è complessa e dipende dal punto di vista”. Il confronto si è sviluppato in un clima di attenzione reciproca – dichiara la professoressa Contartese – : da un lato l’esperienza di un professionista abituato ai grandi scenari mediatici, dall’altro la freschezza di giovani interlocutori capaci di incalzare con lucidità. Ne è emerso un dialogo autentico, che ha restituito il senso più profondo della parola “emergente” su cui il festival fonda la propria identità. L’edizione 2026 del FEGE, diretto da Piero Muscari e Sauro Pellerucci dedicata al tema “La guerra delle news, le news della guerra”, ha rappresentato un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’ecosistema informativo globale. Tra incontri, panel e momenti istituzionali ospitati al PalaSì! e alla BCT – Biblioteca Comunale di Terni, il festival ha confermato la propria vocazione a luogo di elaborazione critica e confronto intergenerazionale. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di condividere esperienze formative sul giornalismo con il Liceo delle Scienze Umane di Terni e le altre scuole umbre, con le quali nei prossimi mesi saranno intrapresi dialoghi online per scambiare articoli in una sorta di gemellaggio infraregionale. L’attenzione verso il Piria di Rosarno è stata palesata in modo particolare anche dall’assessore alla Scuola e alla Cultura Tiziana Laudadio che ha proposto di sviluppare un progetto di gemellaggio anche in vista di attività future. Nel corso delle giornate sono saliti sul palco anche altri protagonisti provenienti dal mondo dell’arte e della psicologia, contribuendo ad arricchire il dibattito con sguardi trasversali e interdisciplinari fra cui Michelangelo Tagliaferri presidente del FEGE e fondatore dell’Accademia della Comunicazione, Agnese Scappini psicologa e psicoterapeuta, Davide Giacalone, Cesare Berlingieri e Francesco Giorgini. Momento particolarmente intenso è stato il ricordo di Oliviero Beha, figura simbolo di un giornalismo libero e controcorrente. Soddisfatta dell’esito, la preside Russo, che è stata insignita di attestazione di merito per “aver dimostrato consapevolezza del rischio di condizionamento da parte dei sistemi di comunicazione ed aver intrapreso un percorso libero alla ricerca della verità” ha così chiosato: “la partecipazione dell’Istituto Piria al FEGE ha assunto un valore che va oltre la dimensione didattica: è stata testimonianza concreta di una scuola capace di aprirsi al mondo, di formare cittadini consapevoli e di coltivare una nuova generazione di lettori – e forse futuri giornalisti – in grado di interrogare la realtà con strumenti adeguati e sguardo autonomo . Un’esperienza dinamica e carica di sensazioni che ha scardinato le finzioni tipiche della nostra epoca.





