“Questa di Marinella è la storia vera”


Tutti conoscono la canzone più famosa di Fabrizio De Andrè, ma forse sono in pochi  a sapere che quella di Marinella non solo è una storia vera, ma la giovane donna era originaria di Taurianova.

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Ciò che il cantautore descrive è infatti una tragedia accaduta il 28 gennaio del 1953, quando Marinella aveva solo 33 anni. L’artista ha voluto ricordare la ragazza “scivolata nel fiume” troppo presto. Aveva letto di lei sui giornali senza mai più dimenticarsene e scrivendone dieci anni dopo.

Maria Boccuzzi, era questo il nome della donna calabrese nata nel 1920 nell’allora Radicena, che all’età di 9 anni si era trasferita a Milano con la famiglia per poi finire in un giro di prostituzione che portò al suo omicidio.

Il fiume di cui parla il cantante è il fiume Olona. È lì che venne ritrovato il corpo per il quale nessuno ha mai pagato. L’assassino infatti non venne individuato.

Tante le ipotesi che le attribuiscono amori e tradimenti. La verità è che della vita della ragazza non si sapeva molto fino a qualche anno fa, quando lo psicologo Roberto Argenta decise di rintracciare la notizia che aveva ispirato Fabrizio De Andrè.

Una brutta storia quella di Marinella, che proveniente da una famiglia umile si era mossa alla ricerca di una vita migliore. Niente di tutto ciò. Al contrario. Niente amore, niente soldi e niente serenità. Una vicenda triste, resa però fiabesca dalle parole del cantante.

“E c’era il sole e avevi gli occhi belli

Lu i ti baciò le labbra ed i capelli

C’era la luna e avevi gli occhi stanchi

Lui pose le sue mani suoi tuoi fianchi.

Furono baci e furono sorrisi

Poi furono soltanto i fiordalisi

Che videro con gli occhi delle stelle

Fremere al vento e ai baci la tua pelle”.

Purtroppo per lei gli uomini che aveva incontrato non erano affatto dei principi azzurri, ma protettori e papponi che le hanno tolto la dignità fino a a toglierle presumibilmente la vita stessa.

“Dicono poi che mentre ritornavi

Nel fiume chissà come scivolavi

E lui che non ti volle creder morta

Bussò cent’anni ancora alla tua porta

Questa è la tua canzone Marinella

Che sei volata in cielo su una stella

E come tutte le più belle cose

Vivesti solo un giorno, come le rose

E come tutte le più belle cose

Vivesti solo un giorno, come le rose”.

Nonostante la poesia e la dolcezza presente in queste parole, di poetico nella vita di Maria non c’è stato niente. Ha avuto la sua canzone, e la sua è la storia di tante donne che in città, epoche o vite diverse hanno sofferto e soffrono il male di vivere.

Eva Saltalamacchia