Palmi, Radi riprende il servizio. Città ripulita ma la crisi aziendale resta

I custodi della società hanno accettato la richiesta di proroga del servizio per 10 giorni, avanzata dal Comune

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Venerdì notte la città è stata ripulita. Dopo tre giorni in cui Radi ha sospeso il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, disposto dai custodi giudiziari perché i mezzi utilizzati dall’azienda non sarebbero idonei, la raccolta dei sacchi abbandonati per strada è ripresa.

L’ufficio ambiente del Comune di Palmi ha chiesto ed ottenuto che Radi svolga per altri dieci giorni in città il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, in attesa di contattare un’impresa che possa occuparsi della pulizia della città fino a giugno, mese in cui la gara d’appalto indetta a novembre dal Comune, per l’affidamento pluriennale del servizio, dovrebbe essere finalmente espletato.

La proroga del servizio a Radi è stata possibile solo perché è in corso una nuova gara d’appalto, quella appunto che porterà ad una azienda a vincere il bando e svolgere il servizio in città. Non sarà però il Comune di Palmi a cercare direttamente l’impresa a cui affidare temporaneamente il servizio di raccolta dei rifiuti, ma il lavoro sarà fatto com il supporto della Prefettura.

La città, dunque, è stata interamente ripulita nella notte tra venerdì e sabato, e nella giornata di ieri gli operai della Radi hanno ripulito anche la via in cui si svolge il mercato del sabato, a rischio di svolgimento fino a venerdì pomeriggio, quando ancora la proroga di dieci giorni non era stata accettata da Radi. Sempre venerdì il Comune di Palmi ha finito di pagare le fatture inviate dall’azienda, relative al lavoro svolto nel mese di settembre, per un totale di 73mila euro.

La crisi della Radi è esplosa nei giorni scorsi, al termine di un lungo periodo di agonia durante il quale i dipendenti hanno visto i loro stipendi erogati a singhiozzo, per mancanza di liquidità nelle casse aziendali, dovuta ai ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni in cui Radi effettua il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti; un ammanco di circa 2 milioni di euro che rende difficoltosa la gestione dell’impresa, oggi pronta a chiudere.

La gestione commissariale, iniziata nel 2012 dopo la sottrazione dell’impresa al suo ex proprietario Carmelo Ciccone, accusato di presunta gestione illecita degli appalti sui rifiuti, non ha per nulla giovato all’azienda, che proprio in questi giorni rischia davvero lo smantellamento, con la tragica conseguenza del licenziamento per centinaia di lavoratori. L’11 gennaio i dipendenti hanno scioperato, e poi per due giorni sono stati costretti a interrompere il servizio perché i mezzi di cui sono dotati non sarebbero – stando a quanto comunicato dai custodi giudiziari – idonei allo svolgimento del servizio, e mancando i soldi non potrebbero essere riparati.

Una decisione che è costata cara soprattutto alla città di Palmi, che in soli tre giorni si è ritrovata in una situazione di difficoltà, con sacchi lasciati per strada, fuori dalle abitazioni, con il rischio di trovarsi improvvisamente a dover gestire una nuova crisi, dopo quella terribile del 2013. Ma al momento il pericolo è stato scongiurato.