«Lo chiederemo agli alberi» hanno cantato i bambini attorno ai due abeti appena piantati, dono
condiviso e fortemente voluto dall’IC San Francesco, dal Kiwanis Club Palmi, Calabria
Condivisa, Kairòs e Mondadori Point Palmi, in collaborazione con Calabria Verde. Un gesto
semplice e potente che ha dato avvio a una mattinata dedicata alla natura, ai diritti dei bambini,
alla gentilezza e alla cittadinanza attiva: un intreccio di radici, valori e futuro che ha riportato in
vita le tradizioni educative dell’Istituto Comprensivo San Francesco, sospese per anni dalla
pandemia.
Il 21 novembre, nei plessi San Francesco e Trodio, i nuovi abeti hanno trovato casa nella terra
morbida dei giardini scolastici, diventando simbolo di crescita condivisa e continuità. E, proprio
come suggerisce la canzone di Simone Cristicchi, anche quando «le foglie cadono» e «i
germogli gelano», la primavera arriva sempre.
Prima della piantumazione, le insegnanti hanno conversato con i bambini sull’importanza degli
alberi: non soltanto belli, ma fondamentali per la vita, perché offrono ossigeno, protezione,
ombra e presenza. Hanno poi ricordato che prendersi cura dell’ambiente è un dovere
quotidiano, legato alla responsabilità della cittadinanza: conoscere i diritti è importante, ma
comprenderne i doveri è ciò che rende un cittadino davvero consapevole.
La piantumazione è stata il momento culminante di un percorso educativo che ha attraversato
tutto il mese di novembre, fatto di laboratori, attività artistiche e momenti di osservazione della
natura. Le classi quarte hanno realizzato un libro degli alberi, un erbario nato dall’ascolto
paziente del mondo vegetale.
Dopo la piantumazione, la comunità scolastica si è spostata nell’aula magna, dove si è svolto
un momento dedicato alla gentilezza, alla pace e ai diritti dell’infanzia. Emanuela Gioffrè, per il
Kiwanis Club Palmi e il Mondadori Point Palmi, insieme alla presidente Domiziana Pezzani, alla
socia Antonietta Silipigni e all’avvocato Giuseppe Germanò, ha presentato la missione del
Kiwanis nel sostenere i bambini e nel diffondere una cultura attenta ai loro diritti e ai loro doveri.
Germanò ha animato un vivace confronto su diritti e doveri, facendo sì che decine di mani si
alzassero per elencare responsabilità, regole e desideri. Pezzani ha poi letto un brano da
Marcovaldo di Italo Calvino, richiamando il valore dell’attenzione verso ciò che ci circonda e la
capacità di vedere davvero le piccole cose; Silipigni ha condotto i bambini in una breve
riflessione sulla gentilezza e sulla convivenza pacifica.
In chiusura, Deborah Serratore, per Kairòs e Calabria Condivisa, ha offerto una breve immagine
simbolica: l’albero come comunità, con le radici–valori che tengono saldi e i rami–reti che
uniscono. Ha invitato i bambini ad alzare le braccia verso il cielo e poi a stringersi per mano,
trasformando per un istante l’aula in una piccola foresta umana.
La mattinata si è conclusa nuovamente con il coro di “Lo chiederemo agli alberi”, canto che ha
restituito all’iniziativa la sua dimensione più profonda: un ritornello che parla di umiltà, di
attenzione, di gratitudine e di appartenenza all’immenso.
La scuola ha ringraziato tutte le realtà coinvolte: il dirigente Ferdinando Rotolo e le maestre
Silvia Impiombato e Franca Barilaro; Calabria Verde, rappresentata dalla dott.ssa Stefania
Calabretta e dai signori Gallace e Randò, per la disponibilità; Fortunato La Capria per il
supporto tecnico, il Kiwanis Club Palmi, Kairòs, Mondadori Point Palmi e i soci di Calabria
Condivisa e Kairòs Deborah Serratore, Antonio Salerno e Francesco Liotti per la donazione e la
partecipazione attiva.
In chiusura, sono stati ricordati anche i due alberi di mandarino donati dal Comune di Palmi,
attraverso il sindaco Giuseppe Ranuccio e la vicesindaca Solidea Schipilliti, poi piantati nei
giardini dei due plessi: un gesto gentile e coerente con lo spirito della giornata, che arricchisce
la piccola “foresta” scolastica nata grazie all’impegno condiviso di istituzioni, associazioni,
scuola e famiglie.
«Lo chiederemo agli alberi», hanno ripetuto i bambini. E forse la risposta era già lì: nelle radici
che affondano, nei rami che si intrecciano, nelle mani che si stringono. Perché il futuro, come un
giovane albero, cresce solo se qualcuno gli dona cura, spazio e fiducia.



