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Aura Loci rinvigorisce lo scoglio dell’ulivo

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PALMI – Operazione riuscita, il giovane olivastro è stato messo a dimora sulla sommità dello Scoglio dell’Ulivo, come è stato per secoli, fino alla mareggiata del 1979 che l’ha danneggiato ed inclinato.

Merito dell’associazione “Aura Loci” di Palmi e del presidente, Ferruccio Nicotra, che ha insistito per far sì che l’iniziativa fosse portata a termine con successo.

Questa mattina, poco dopo le 10, un gruppo di imbarcazioni ha lasciato il porto di Taureana per dirigersi verso lo scoglio, portando la pianta da innestare.

La carovana è giunta allo scoglio dell’Ulivo e qui sono iniziate le operazioni di issaggio e messa a dimora dell’arbusto: oltre due ore di lavoro che alla fine hanno dato la soddisfazione di vedere realizzato uno scopo a cui “Aura Loci” ha tenuto sin dall’inizio. 

Il parroco di Taureana, don Vittorio Castagna, ha benedetto la giovane pianta, poi la carovana di barche ha fatto rientro sulla terraferma, e qui, sul lungomare, era stata allestita una mostra fotografica.

La messa a dimora del giovane virgulto è il secondo passo dell’operazione di tutela e conservazione dello scoglio dell’Ulivo; lo scorso anno, infatti, sempre i membri di “Aura Loci” hanno provveduto a mettere in sicurezza la pianta, ormai secca e pronta a cedere, che si trova sulla vetta dello scoglio.

“Il lavoro non è stato affatto semplice – ha commentato il presidente di “Aura Loci” Ferruccio Nicotra, – ma il nome della nostra associazione, che comprende il motto “per aspera ad astra”, indica proprio che le migliori soddisfazioni vengono da operazioni piene di difficoltà. Con l’innesto del virgulto, abbiamo voluto ridare splendore allo scoglio, preservandone l’aura”.

“L’iter per far sì che l’operazione di oggi venisse compiuta, è partito circa due anni fa’, quando il presidente Nicotra ha chiesto alla provincia ed alla regione le prime autorizzazioni – ha spiegato il sindaco Giovanni Barone – Oggi, a iniziativa terminata, dobbiamo dare merito all’associazione per quello che ha compiuto e per il fatto che ha lavorato senza chiedere nulla”.

Viviana Minasi