Palmi, Ninì Sprizzi esorta il centrosinistra: “Si lavori insieme per ricostruire la città”

Dopo l'intervento dei giorni scorsi di Pasquale Aquino, l'esponente storico della sinistra palmese contribuisce ad animare il dibattito politico in vista delle elezioni

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Si anima il dibattito politico nel centrosinistra che, seppur ancora orfano di un vero leader capace di compattare e guidare la coalizione verso le elezioni del maggio prossimo, sta attraversando una fase di incontri e di dialogo con la città e fa sentire la sua voce attraverso i suoi esponenti.

Nei giorni scorsi Pasquale Aquino, candidato alle elezioni del 2012 in una delle liste a sostegno di Salvatore Boemi ed entrato in consiglio comunale – dimettendosi subito – dopo le dimissioni di massa dei consiglieri di minoranza, a settembre, ha lanciato un appello alle forze di centrosinistra dalle colonne del quotidiano “Gazzetta del Sud”, invitandole a lavorare compatte.

“Nessuno da solo può rimettere insieme i frantumi di questa nostra città – si legge su Gazzetta – Noi del centrosinistra, dentro e fuori i i partiti, non dobbiamo avere paura di andare oltre i nostri confini. Uno: non dobbiamo avere paura di un nuovo protagonismo civico; due: non dobbiamo avere paura di incontrarci con partiti distanti dal nostro campo ma consapevoli come noi della urgenza di un cambio di rotta per la città; tre: non dobbiamo avere paura di perdere un po di noi, per costruire una squadra che sia veramente di tutti.
Una alleanza tra pari. Tra pari concordiamo il programma, tra pari scegliamo il percorso per individuare la migliore candidatura possibile per la guida della Città”.

Parole alle quali ha fatto eco Ninì Sprizzi, esponente storico del centrosinistra palmese e calabrese. Scrive Sprizzi in una nota stampa: “Ho letto con particolare interesse la riflessione che Pasquale Aquino ha rilasciato alla stampa. Finalmente, dopo mesi caratterizzati da agitazioni le più svariate, da auto candidature apprezzabili ma condite da un certo sapore di velleitarismo, da accordi annunciati all’insegna dell’anti politica, da illustri rinunce di singoli che disperano che si possa fare ancora qualcosa per questa città, finalmente ritorna la “Politica” , quella con la P maiuscola. Quella che non rinuncia a porsi l’obiettivo di tentare di dare a questa nostra Palmi un governo finalmente degno di questo nome, e che lo fa non chiudendosi, non trincerandosi all’interno di uno schieramento rigido, ma che ha il coraggio di lanciare una sfida alle intelligenze oneste che in questa città non possono non esistere, e che li esorta a  non rinunciare, a non rinchiudersi nel privato. Aquino esorta, come è giusto, in primo luogo la  sua  parte  politica, il centro sinistra, a compiere un atto di coraggio ed un atto di amore per questa città, a non rimanere ancorato a schemi, a non aver paura di andare oltre i propri confini, ad incontrarsi anche con chi è culturalmente distante, per provare a costruire assieme una città di tutti”.

“Intendiamoci – prosegue – non è un’operazione semplice, né è scontato che si riesca a trovare interlocutori realmente disponibili; anche perché questa non  è una proposta qualunquista, al contrario, nella sua ispirazione, è una proposta che mi pare contenga delle discriminanti invalicabili, che sono innanzitutto la netta distanza dalle organizzazioni ‘ndranghetiste e mafiose, dal malaffare, dalla concezione privatistica della gestione della cosa pubblica. Una proposta, quindi che si pone come obiettivo quello di raccogliere le forze sane presenti a Palmi dentro e fuori i partiti, nelle associazioni, nei gruppi di interesse, tra le forze economiche, imprenditoriali e produttive, nel mondo impiegatizio, tra i giovani, tra le donne interessate al bene comune. Una proposta che ha come obiettivo il buon governo, la risalita rispetto alle condizioni di estrema crisi nella quale la città si trova.  Una proposta che sfida tutti a sedersi attorno ad un tavolo per stilare un programma comune e per trovare insieme un candidato a sindaco ed una squadra che governi in maniera autorevole, nei prossimi 5 anni, la città e riapra le prospettive per un futuro migliore. Insomma, un invito a compiere un atto di amore per la nostra città”.

E ancora: “Certo, una proposta così concepita ed articolata, si giustifica per via della straordinarietà della situazione politica e sociale che Palmi sta attraversando, superata la quale, poi, ognuno potrà tornare ad operare nel proprio campo politico, e riprendere il proprio cammino, riaccendere la normale dialettica che vuole le varie forze politiche e sociali confrontarsi e, se necessario ed utile, scontrarsi.  Condivido pienamente questa proposta e questo tentativo lanciato da Pasquale Aquino, perché credo che Palmi da tempo viva una forte crisi di identità. Una crisi che investe vari campi della vita sociale, una crisi dei settori produttivi, l’edilizia, il commercio, l’artigianato, un impoverimento anche nella capacità di sviluppare settori potenzialmente e tradizionalmente trainanti per la nostra città come la cultura e il turismo, per i quali non esiste da lunghi anni una capacità di elaborare una organica proposta di sviluppo. Al contrario abbiamo assistito, in questi anni, ad un progressivo depauperamento del patrimonio culturale e della nostra capacità di offrire una valida offerta turistica. Pensiamo, a proposito del settore culturale, al venir meno di un ente  di importanza nazionale come è stata l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria, che ha visto formarsi a Palmi numerosi attori, registi, sceneggiatori, che attualmente calcano i  migliori teatri italiani e sono protagonisti di fiction di successo nelle varie emittenti televisive”.

“E per quel che riguarda il settore turistico, pensiamo all’intollerabile degrado costituito dal mare sporco, a cui ogni estate  siamo costretti ad assistere impotenti, senza riuscire ad assumere le giuste misure per impedire l’infame inquinamento del nostro mare e delle nostre coste. Occorre che i nostri amministratori pretendano una drastica repressione nei confronti di chi inquina, attivando una ferma azione di controllo quotidiano, e pretendendo e lottando affinché la Regione e la Città Metropolitana adottino una vera e non più rinviabile politica di risanamento del mare e delle coste. E accanto a ciò, la capacità di utilizzare pienamente le risorse paesaggistiche, costiere e marine di cui è ricca la nostra città: Sant’Elia e la costa rocciosa, dalla Marinella a Ravaglioso, alla Pietrosa, alle varie spiagge, sino alla Tonnara e a Pietrenere.

Palmi dovrebbe quindi essere capace di giocare un ruolo fondamentale nella nostra zona, ed all’interno della stessa Città Metropolitana, pur con i limiti con cui questa è stata concepita e costituita; mi riferisco alla vocazione di Palmi ad essere un centro culturale ed un centro direzionale e di servizi da offrire all’intera Piana di Gioia Tauro. In questo senso infatti, credo debba essere inquadrata la localizzazione a Palmi del Nuovo Ospedale della Piana, e non come una mera rivendicazione campanilistica che vede la nostra città contrapporsi agli altri centri della Piana. Occorre insomma, riprendere un ruolo forte nella zona, e rilanciare un  vecchio  progetto che ci aveva visti protagonisti, dalla metà degli anni ’70 alla metà degli anni ’90, nel quale eravamo riusciti a concepire ed a batterci per uno sviluppo equilibrato ed armonico della Piana di Gioia Tauro. Per questo ci siamo fieramente battuti, in quegli anni, contro la realizzazione di una mega centrale a carbone nell’area industriale di Gioia Tauro. In quegli anni  Palmi  aveva conquistato un ruolo forte e riconosciuto, spesso in armonia ed in sostanziale accordo con gli altri comuni della Piana, con Gioia Tauro col porto e  l’area industriale, purtroppo mai veramente decollata, e per il cui sviluppo anche noi ci siamo battuti e dobbiamo riprendere a batterci; e poi Rosarno  con lo sviluppo dell’agricoltura,  Taurianova,  Cittanova e Polistena ,  le zone interne e l’Aspromonte.

Avevamo concepito, in quegli anni, la Piana come una sorta di “città”, capace di interagire: le aree costiere con le aree interne, le aree collinari e montane con i centri costieri. Recitando un ruolo fondamentale all’interno della Regione Calabria. Purtroppo, nel corso degli ultimi 20 anni, abbiamo assistito ad un inesorabile arretramento, ad una incapacità di elaborazione, ad una mancanza di ambizione, ad una sostanziale rinuncia e ad un ripiegamento su sé stessi, limitandoci a praticare una ordinarissima amministrazione, che ha finito con l’impoverire  la nostra città e l’intera Piana.

Ecco, io credo che sia  veramente ora di reagire, di ribellarsi a quest’andazzo a questa lenta agonia”.