Palmi, al “Pizi” il rispetto delle regole alla base di una civile convivenza

L'incontro con gli studenti, al quale ha partecipato il Procuratore capo Ottavio Sferlazza, è stato promosso dal Lions Club

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Quasi a fatica il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Palmi Ottavio Sferlazza riesce a trattenere cenni di pura commozione nel ripercorre con la memoria le vite eccezionali di quei personaggi il cui epilogo fu deciso dalla mafia.

Organizzato con la collaborazione tra il Lions Club di Palmi, nella persona del presidente,  Giovanni Barone, e la dirigente scolastica Maria Domenica Mallamaci, l’incontro tra gli  studenti dell’istituto ed il rappresentante della magistratura si è svolto nella mattina del 27 Aprile, in Auditorium.

“Una collaborazione preziosa quella con il Lions Club di Palmi che condivide con noi -scuola la stessa finalità: quella di divulgare tra i giovani il rispetto delle regole come fondamento civico importante per evitare di scendere a compromessi con la parte “malata” della società”.

Con queste parole, la dirigente Mallamaci riceve e ringrazia gli ospiti per la fattiva collaborazione che rende l’istituto un luogo deputato all’istruzione in senso ampio, un luogo fisico in cui i saperi diventano materia viva, narrata sapientemente da chi ha lavorato a fianco di quelle persone speciali, quali Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Ciaccio Montalto, e ha assistito allo svolgimento delle indagini per quegli avvenimenti che oggi possono definirsi “storia”.

È così che il procuratore Sferlazza dipinge la propria carriera professionale, fatta di incontri e di amicizia con quei giudici, suoi maestri, che hanno dato la vita in omaggio ad una ferrea integrità che non li ha fatti piegare ad alcun codice mafioso e ad alcun uomo d’onore.

“Non ci può essere compromesso con la mafia. Ogni favore ricevuto da un esponente mafioso è come una cambiale: prima o poi essa  arriverà alla scadenza e si verrà  costretti a ricambiare il favore ottenuto.  Un libro a cui sono particolarmente affezionato e che vi invito a leggere integralmente è l’Apologia di Socrate di Platone. Socrate è per noi il primo esempio di chi beve la cicuta, pur proclamandosi innocente. Per Socrate il rispetto delle Leggi della città di Atene, della sua cara pòlis che lo aveva giudicato colpevole, sono al di sopra della volontà dei suoi etàiroi, dei suoi amici, di scappare dal carcere per trovare rifugio altrove, sorpassando e rendendo nulle le Leggi della città, pur di avere salva la vita. Grande esempio di integrità morale, maestro vero di grandi insegnamenti: la Legge prima di tutto, al di là di ogni egoistico progetto umano”.

L’esempio di Socrate, studiato dagli studenti e presentato con piena ragion d’essere in un contesto in cui le stragi di mafia hanno fatto da sfondo all’intera relazione tenuta dal Procuratore Sferlazza, ha acceso gli animi degli studenti e ha attualizzato alcuni saperi che forse si davano per scontati.

“Questi incontri, aventi come oggetto la legalità, sono quelli di cui farete più tesoro: essi riempiono il vostro zaino culturale virtuale, quel vostro nozionismo che sta alla base delle conoscenze che andrete via via consolidando nel percorso di crescita, qual è, per ognuno di voi, la prosecuzione negli studi universitari. Oggi più che mai vediamo eclissarsi il rispetto delle regole anche nelle piccole nostre azioni quotidiane a vantaggio di una  superficialità del vivere che mira a calpestare il prossimo, offendendolo e mortificandolo nella carne e nello spirito. Bisogna imparare ad agire con coscienza, ad essere sempre fieri ed altèri, armati di quella sicurezza civica che solo il rispetto delle regole ci può regalare”.

Con queste frasi ad effetto il presidente del Lions Club Giovanni Barone ha presentato la finalità del programma che quest’anno il Lions Club di Palmi si è prefissato: divulgare nelle scuole il senso del dovere e del rispetto delle regole, argomento quanto mai urgente in un momento sociale in cui i rotocalchi riportano dati con vergognosi effetti contrari di chi si fa beffe della supremazia della Legge e insegna ai propri figli la vacuità della condivisione di regole comuni.

“Il nostro tour nelle scuole è stato voluto proprio per questo: bisogna parlare di rispetto delle regole fin dalla primissima infanzia perché, come dimostrano gli studi nel campo della Psicologia dell’età evolutiva, difficilmente da adulti ci si comporta diversamente da come si è stati abituati fin da piccoli. Eccoci qua, per parlare con voi di Legalità, perché parlarne, in simili tempi in cui viviamo, non è mai troppo”.

Così ha continuato il Procuratore Sferlazza, citando brevi ma significative frasi pronunciate da Borsellino, Falcone, Livatino, Albert Camus pregnanti per le riflessioni a cui si aprono sul concetto della Libertà, della Democrazia e della Legalità, principi etici strettamente connessi, imprescindibili l’uno dall’altro.

“E la memoria di ciò che è stato nel passato, il ricordare le stragi di mafia di Capaci e di Via d’Amelio è come un voler esortare la nostra coscienza a destarsi  e a vivere da uomini probi, senza chiedere favori a nessuno. Solo così l’uomo si sente pienamente libero”.