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Ospedale Polistena, i circoli Pd della Piana propongono una task force per superare le criticità

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Nella Piana di Gioia Tauro il diritto alla salute, di fatto, non esiste. I cittadini sanno da tempo di non poter contare su un’assistenza sanitaria, soprattutto ospedaliera, all’altezza. I dati della migrazione disponibili, infra ed extra regionale, sono lì a testimoniarlo. E poi ci sono i dati stimati, quelli della spesa privata fatta a suon di visite e prestazioni a pagamento e quelle in regime di intramoenia più o meno regolari, favorite da una gestione assai discutibile delle liste di attesa. La situazione è drammatica e si abbatte su una popolazione ormai stanca, oltremodo umiliata e privata di ogni diritto di risposta alle proprie problematiche di salute.  

E’ in questo quadro drammatico che l’ospedale di Polistena sta scivolando verso la perdita della sua funzione “spoke”, se non verso la sostanziale chiusura. Gli ultimi gravissimi episodi che denunciano un mix pericoloso fra incapacità nell’affrontare i problemi e, come abbiamo denunciato nella nostra “lettera aperta” alla Commissaria dell’ASP di Reggio Calabria, un chiaro disegno di creare sempre maggiore spazio ad avventure di tipo privatistico a scapito della (spesso strumentalmente) sbandierata “sanità pubblica”.

Si assiste al paradosso di innumerevoli blitz, visite e controvisite, con tanto di proclami e promesse, talune delle quali molto creative, a seguito delle quali nulla si muove… Anzi, dopo ogni nuovo annuncio chiude qualche servizio!

In questi giorni è toccato al Servizio di Anestesia ed alla Terapia Intensiva di Rianimazione, che rappresentano un punto essenziale senza cui l’attività ospedaliera, praticamente, non esiste. Non aver affrontato in maniera seria la grave carenza di organico di questo cardine essenziale comporta oggi, nel pieno della criticità della stagione estiva, il blocco delle attività operatorie e quindi il ridimensionamento (fino alla chiusura?) di reparti vitali come chirurgia, ortopedia, ostetricia e perfino dell’unico punto nascite dell’ASP.

Anestesia e Rianimazione sono la punta più drammatica di una crisi di lungo periodo, per affrontare la quale, da anni, nessuno fa nulla. Carenze drammatiche anche al Pronto Soccorso, nei servizi di Radiologia e Laboratorio, insomma dappertutto. L’ospedale di Polistena è in agonia.

La Cardiologia è chiusa, L’UTIC stenta e perfino l’attività ambulatoriale del Reparto, fino a qualche anno fa assai significativa, è stata chiusa. Anche qui la carenza del personale medico sta producendo un inesorabile declino di attività. Occorre che finiscano i balletti e che si concludano i concorsi: serve un progetto di lungo respiro, che si può realizzare solo con l’innesto di medici giovani capaci e preparati. 

Occorrono misure drastiche, straordinarie ed urgenti. Non servono pannicelli caldi o trovate di improbabile “sanità creativa” che alla tragedia aggiungono spunti farseschi!

Provi, la Commissaria dell’ASP a cercare le risposte e rimuovere le cause che generano queste domande:

Perché le procedure per coprire i posti vacanti (i concorsi e gli scorrimenti delle varie graduatorie) non vanno avanti o vanno molto, troppo a rilento?

Perché in questa ASP la stabilizzazione del personale avente diritto non si conclude rapidamente? E perché le proroghe del personale a tempo determinato, come per esempio i tecnici di radiologia, arriva sempre al fotofinish quando non fuori tempo massimo? Lo si capisce o no che il personale tenuto in condizioni di precarietà appena trova soluzioni più stabili va via?

Perché non razionalizzare, in questa fase drammatica, l’utilizzo del personale sanitario esistente all’interno di tutti i servizi dell’intera ASP? Vi sono forse “santuari” intoccabili?

Si affronti il problema col piglio necessario. Forse è arrivato il momento di creare una task-force che chiami alla responsabilità le persone giuste ed abbia l’unico scopo di affrontare questa fase critica e condurre l’ospedale di Polistena quanto meno ad una condizione di “accettabile normalità”; che segua con attenzione l’iter di ogni atto, sia relativo alle coperture di organico che all’approvvigionamento dei beni e servizi necessari al funzionamento dell’ospedale, settore nel quale si ha motivo di ritenere vi siano problematiche specifiche. Insomma, una unità di crisi che sia in grado di proporre soluzioni e di indicare lentezze e criticità da rimuovere.

Siamo vicini al punto di non ritorno e la Commissaria Di Furia è chiamata ad uno sforzo straordinario.

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