Ospedale di Polistena, Cardiologia a rischio chiusura

La carenza di medici alla base del potenziale stop del reparto. Accorato appello di Michele Galimi al commissario straordinario dell'Asp reggina Lucia Di Furia

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«Richiamare subito Amodeo prima che chiuda la cardiologia di Polistena». Michele Galimi, portavoce del Comitato per la difesa della salute nella Piana, prova a dare una ulteriore scossa ai decisori che dovrebbero curare gli interessi della sanità pianigiana, ancora una volta, messa a dura prova dalle continue carenze di personale che limitano i servizi e fanno capitolare le già poche strutture, una ad una. «Sembra che il reparto di cardiologia dell’ospedale di Polistena, il prossimo lunedì chiuda per mancanza di medici. Sarebbe un grave attacco al diritto di salute per i cittadini, considerato il delicato servizio fornito ad una utenza di oltre 200mila abitanti» è la presa d’atto sconsolata del dirigente piddino da sempre in prima linea per il potenziamento del nosocomio polistenese. «Il reparto – ha ripreso nel suo ragionamento – oltre alla rianimazione dei pazienti cronici cardiaci, si distingueva anche per gli impianti di pace-maker agli ammalati provenienti anche da fuori provincia» volendo così sottolineare l’efficienza delle prestazioni erogate dall’Unità Complessa di Cardiologia diretto dal primario ff Vincenzo Amodeo correlato però allo stupore per «il silenzio di tanti per la mancata proroga della domanda di permanenza in servizio fatta a suo tempo proprio dal dottor Amodeo e che ora rischia di mettere in seria paralisi l’intero reparto». Quindi l’appello rivolto al commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, per una immediata inversione di tendenza finalizzata a «non privare un presidio ospedaliero come quello di Polistena di un reparto di tale importanza. La nostra mobilitazione civile – ha proseguito – non si fermerà finché non si comprenderà che anche la gente di Calabria ha diritto a Livelli Essenziali di Assistenza come i cittadini del nord del paese» sono state le conclusioni dell’ex sindaco di Cinquefrondi.