Ordinanza Santelli, il parere dell’avvocato Nicola Minasi del Foro di Palmi

«Nessun Governatore Regionale può agire in deroga a quanto determinato in sede centrale»

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Riceviamo e pubblichiamo:

Era inevitabile che, anche in piena pandemia, scoppiassero polemiche anche con improvvidi sbalzi in avanti tra Organi centrali e periferici, e ciò in riferimento ai poteri e competenze in via d’urgenza.

In specie, da parte dei Presidenti della Giunta Regionale (comunemente nomati governatori) si è ritenuto, soprattutto da parte di quelli delle Regioni del Nord-Est e, ultimamente anche da quelli della Calabria, disporre in deroga alle ordinanza emanate dall’Autorità Centrale.

Invero, la questione giuridica ed anche politica, potrebbe facilmente risolversi se vi fosse, almeno in tale frangente, un criterio di ragionevolezza e non di calcolo propagandistico.

Peraltro, appare quasi superfluo, richiamare – per smorzare ogni polemica- un dato giuridico dirimente: i provvedimenti adottati in tema di sanità e igiene pubblica nelle varie articolazioni da parte del Governo, seppur nati con decreto (DPCM), in via d’urgenza, hanno superato il vaglio parlamentare e sono divenuti ormai Legge Ordinaria.

Pertanto, anche in forza di tale elementare valutazione, non dovrebbe sorgere in radice alcuna questione.

Ciononostante, accade che i Governatori delle Regioni del Nord-Est paventano l’emanazione di Ordinanze in difformità, ma, ancora, e sorprendentemente con le dichiarazioni circa l’antirientro dei fuorisede, in data 29.04.2020, in maniera stupefacente, il Governatore della Calabria abbia emanato un’ordinanza in deroga, sull’apertura anticipata di esercizi di ristorazione e bar “all’aperto”.

A conforto di tale potere ci si appella ad un dato di legittimazione normativa: in specie all’art.32 L. 23 dicembre 1978 (più nota come Legge sulla Riforma Sanitaria); laddove prevedesi come “in funzione di igiene e sanità pubblica di polizia veterinaria”, possono essere emanata dal Ministro della Sanità, dal Presidente della Giunta Regionale e dal Sindaco, provvedimenti contigibili  ed urgenti nel rispettivo riparto territoriale.

Al proposito, vi è da sottolineare come, delle 3 figure istituzionali individuate dalla norma richiamata, l’unico Organo istituzionale che può vantare la qualifica di Ufficiale di Governo è il Sindaco.

Sicché, la novità introdotta dall’art.32, consiste nell’estensione del potere di ordinanza, previsto per legge funzionalmente al Capo del Governo, al Prefetto e al Sindaco, in via eccezionale, al Ministro della Sanità e al Presidente della Giunta Regionale.

Ne consegue come la questione giuridica verta necessariamente sull’esatta e puntuale portata normativa del citato articolo.

Appare evidente come tale estensione contrasti direttamente con il quadro normativo, oltre che con il principio giuridico base che ravvede un “numerus clausus”, ossia un numero tassativamente chiuso corrispondente a 3 organi quali Ufficiali di Governo, per come astrattamente individuati per la delicatezza del potere che consente loro, per comprovati motivi d’urgenza di limitare o, addirittura, negare libertà costituzionali.

Ciò posto, appare evidente che, in quanto derogante, il conferimento di tale potere ad altri Organi Statali e Regionali sia da ritenersi di natura eccezionale, ma comunque compatibile con il riparto delle competenze tra Organi Centrali e Territoriali per come astrattamente previsto.

Superfluo appare pertanto ribadire come il potere di Ordinanza a Organi in deroga sia, per tale motivo, da ritenersi “minore”, in quanto previsto per legge esclusivamente per motivi emergenziali; per situazioni incombenti ed improvvise è consentito decretare in via d’urgenza.

Ma è ancora “minore” perché, per come derogante a norme generali, è sottoposto al controllo, alla vigilanza del Governo Centrale.

Attività, quest’ultima, che non si risolve soltanto nel generale potere di annullamento degli atti degli Organi territoriali da parte del Governo, bensì  si estende addirittura sul potere di annullamento in quanto la potestà concessa ai Governatori dall’art.32  è da ritenersi provvisoriamente ed urgentemente surrogatoria di quello delle Autorità Ufficiali di Governo, in quanto queste ultime sono le uniche titolate in forza di legge di potere autonomo ed originario.

Ed è in tal senso che si fonda la legittimità del Sindaco, ed in specie del Sindaco di Palmi, che, esercitando i poteri di Ufficiale di Governo, ha sollecitamente emanato un’Ordinanza n.42 del 29.04.2020 in deroga all’ultima del Governatore della Calabria.

Avvocato Nicola Minasi