Operazione “Carni i cani”: confiscati 13 milioni di beni agli Alvaro di Sinopoli

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Di seguito la nota diffusa dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria:

SINOPOLI – I Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nel corso della mattinata odierna, hanno sottoposto a confisca beni, per un valore di 13.500.000 Euro, riconducibili ad ALVARO Domenico (cl. ‘37), alias “micu u scagghiuni”, esponente di spicco della cosca ALVARO di Sinopoli (RC) – più nota come “CARNI I CANI” – egemone in Sinopoli (RC) e comuni limitrofi e con importanti ramificazioni nella Capitale.

ALVARO Domenico – considerato vecchio patriarca della ‘ndrangheta – ha, da tempo,  ceduto il “bastone del comando”, e con esso il ruolo di capo cosca, ad ALVARO Carmine (cl. ‘53) mantenendo, tuttavia, l’importante ruolo di mentore e “consigliori” del nuovo reggente .

Il provvedimento – disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su precedente richiesta della Procura Distrettuale Antimafia – è conseguente alle operazioni convenzionalmente denominate “MATRIOSKA” e “MATRIOSKA 2”,  rispettivamente eseguite in data 13.5.2010 e 3.8.2010, con le quali erano già stati cautelati i beni oggetto dell’odierna confisca.
Nel complesso i terreni e gli immobili  interessati dal provvedimento eseguito sono i seguenti:
–  3 terreni siti nel comune di Seminara (RC);

-10 terreni siti nel comune di Melicuccà (RC);

– Una signorile abitazione, costituita da un piano terra (esteso ben oltre 100 mq), con soprastante terrazzo;
– una villa costruita su 3 piani f.t. (ciascuno esteso oltre 150 mq), con annesso giardino, una villa in corso di costruzione (su 3 piani f.t., ciascuno esteso oltre 200 mq), di elevato valore e pregio;

–  una villa in corso di costruzione (su 3 piani f.t., ciascuno esteso oltre 150 mq);

– una società cooperativa a responsabilità limitata esercente l’attività principale, di produzione di olio d’oliva;

Tra i tali beni, oggi acquisiti al patrimonio dello Stato, vi è anche un immobile costruito sul modello della famosa villa del boss “Tony Montana” del noto film “Scarface” e che in molteplici occasioni era stata teatro di summit di ‘ndrangheta organizzati per decidere gli orientamenti strategici della cosca.

L’operazione odierna della Guardia di Finanza consolida l’efficacia della strategia – da tempo intrapresa – di aggressione ai patrimoni mafiosi quale incisivo  strumento nella lotta alla criminalità organizzata.

Aggredire i patrimoni criminali significa impoverire la ‘ndrangheta, minarne il prestigio e restituire alla società civile “spazi di legalità” tradizionalmente occupati e soffocati dall’arrogante presenza delle cosche.